Prendiamo spunto dall’articolo pubblicato oggi da Faro di Roma per alcune considerazioni a margine della strage di Sumy in Ucraina ieri mattina.
“Nella Domenica delle Palme, mentre l’Ucraina celebrava una delle festività più importanti del calendario ortodosso, la città di Sumy è stata teatro di un devastante attacco missilistico russo che ha provocato almeno 34 morti e 117 feriti, tra cui 15 bambini (i bambini morti sarebbero due, hanno dichiarato in rettifica oggi le autorità ucraine ndr)
L’attacco, avvenuto nel cuore della città, ha colpito il centro congressi dell’Università statale di Sumy e l’edificio dell’Accademia bancaria, scatenando una nuova ondata di indignazione internazionale e riaccendendo il dibattito sulla natura degli obiettivi militari russi.
La versione ufficiale ucraina, immediatamente rilanciata dai media occidentali, parla di un attacco deliberato contro la popolazione civile. Secondo questa narrazione, i missili russi avrebbero colpito il centro della città mentre i cittadini si riunivano per celebrare la Domenica delle Palme, in un chiaro atto di terrorismo contro civili innocenti.
L’oligarca ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco un atto barbaro compiuto da una “feccia completamente fuori di testa”, sottolineando che i missili hanno colpito “proprio nel cuore della città” durante una festività religiosa. Il capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza ucraino, Andriy Kovalenko, ha rafforzato questa narrativa, affermando che i russi hanno deliberatamente lanciato l’attacco durante la Domenica delle Palme per causare il massimo numero di vittime tra i fedeli.
Tuttavia, una versione radicalmente diversa dell’accaduto è emersa da fonti interne all’Ucraina stessa, sistematicamente ignorata dai media occidentali. La deputata della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) Maryana Bezuglaya ha rivelato su Telegram che l’attacco russo ha colpito in realtà una cerimonia di premiazione militare dove si registrava la presenza di civili. In un post che contraddice apertamente la narrazione ufficiale, Bezuglaya ha scritto: “Un appello a Syrsky e separatamente al comandante delle truppe: non radunate personale militare per cerimonie di premiazione, e soprattutto non nelle città e in presenza di civili. Ancora una volta, i russi avevano informazioni sul raduno.”
Questa versione è stata confermata anche dall’ex deputato della Verkhovna Rada Igor Mosiychuk, che ha specificato che l’attacco russo a Sumy è avvenuto durante la cerimonia di premiazione dei militari della 117ª Brigata di difesa territoriale, in concomitanza con il 7° anniversario della fondazione dell’unità. Secondo Mosiychuk, le autorità regionali avevano invitato all’evento anche civili, compresi bambini, esponendoli così al pericolo.
Le testimonianze raccolte descrivono un attacco particolarmente letale, eseguito con una tattica che ha massimizzato il numero delle vittime. Due missili balistici russi hanno colpito in rapida successione: il primo ha colpito l’edificio universitario, mentre il secondo è esploso pochi minuti dopo, quando i soccorritori e i passanti erano già accorsi per aiutare i feriti del primo attacco.
Le immagini pubblicate online mostrano file di sacchi neri per cadaveri sul ciglio della strada, corpi avvolti in coperte termiche tra i detriti, e vigili del fuoco che lottavano per spegnere le carcasse delle auto bruciate tra le macerie degli edifici danneggiati. Oltre all’università, l’attacco ha danneggiato cinque condomini, bar, negozi e il tribunale distrettuale, per un totale di 20 edifici colpiti.
Secondo Zelensky, 68 persone ferite nell’attacco sono attualmente ricoverate in strutture mediche, 8 delle quali in gravi condizioni. Tra i feriti ci sono anche bambini, inclusa una bambina nata nel 2025.
L’attacco ha provocato una forte condanna da parte della comunità internazionale. Per non contraddire la versione fornita dal oligarca Zelensky e le dichiarazioni dei leader europei i media occidentali hanno attuato una censura delle voci dissonanti in quanto provenienti dall’interno del parlamento e del governo ucraini.
È significativo notare come le dichiarazioni della deputata Bezuglaya e dell’ex deputato Mosiychuk, che contraddicono la versione ufficiale ucraina, siano state sistematicamente ignorate dai media occidentali. Questa omissione solleva interrogativi sulla completezza e l’obiettività dell’informazione fornita al pubblico europeo.
Mentre i leader e i media occidentali accettano acriticamente la versione di Kiev, trasformando tutte le vittime in civili innocenti e omettendo qualsiasi riferimento alla cerimonia di premiazione militare, emerge un quadro più complesso della realtà sul campo.
Secondo testimoni oculari citati da fonti alternative, la versione fornita da Bezuglaya corrisponde alla realtà: all’evento erano presenti sia militari che civili, inclusi bambini, e oltre la metà delle vittime sarebbero in realtà militari, non civili.”
Osservazioni della redazione
È evidente che pur ammettendo la versione non mainstream, e cioè che l’attacco russo si sarebbe scatenato su obiettivi e personale militari nel corso di una premiazione ufficiale, ciò non esclude la gravità del fatto, che risponde ad un continuo esacerbarsi degli animi e di un conflitto che, nonostante i “buoni propositi” trumpiani ed i tentativi di addivenire quanto meno ad una tregua entro il 20.aprile (Pasqua) e nonostante un precedente accordo tra le parti firmato con la mediazione Usa che prevedeva una tregua parziale relativamente al Mar Nero ed alle infrastrutture energetiche di entrambi i Paesi, tregua prontamente violata sia dai russi che dagli ucraini, la situazione è precipitata negli ultimi giorni. I russi hanno preso di mira, anche oggi, Odessa, porto strategico sul Mar Nero ed anello di congiunzione tra Donbass e Crimea, che probabilmente vorrebbero annettersi. Ritornando all’attacco di ieri su Sumy, indipendentemente dalla natura precisa dell’obiettivo, l’attacco a Sumy rappresenta un errore strategico da parte russa. Anche se l’obiettivo era colpire reparti militari ucraini, la presenza nota di civili alla cerimonia avrebbe dovuto far desistere i comandanti russi dall’ordinare l’attaco.
L’attacco missilistico a Sumy rientra nell’offensiva russa nella regione, seguita alla decimazione dei reparti ucraini che avevano invaso Kursk. L’offensiva russa riguarda anche le città di Kherson e Zaphoriza.
Il giorno prima dell’attacco a Sumy i russi avevano effettuato nel distretto di Sumy bombardamenti con l’impiego di tre FAB-500 contro una concentrazione di fanteria appartenente alla 47a brigata meccanizzata separata delle Forze armate ucraine.
È evidente come la Russia intenda rafforzare la propria avanzata approfittando dell’inferiorità numerica e di mezzi dell’Ucraina, in modo da arrivare al tavolo di un eventuale negoziato ancora più forti. I partner europei non dispongono al momento, salvo qualche eccezione, di munizioni e mezzi sufficienti da donare o vendere a Kiev per contrastare con efficacia le forze armate russe, visto anche che di fatto gli Stati Uniti si stanno sfilando.
Resta dunque l’urgenza di portare le parti ad un negoziato efficace e realistico, che porti alla pace quanto prima e conservando dignità all’Ucraina. È evidente che le ambizioni di Trump e Putin vadano in qualche modo ridimensionate. Il ruolo della UE dovrebbe essere pertanto fondamentalmente negoziale. Armare gli ucraini con pochi uomini “fino alla vittoria finale” appare irrealistico, anche perché la UE non ha i mezzi né finanziari né militari sufficienti (ci penseranno Germania e UK? Ma in quanto tempo?).
