Nel giorno della domenica delle Palme la Russia ha condotto, come noto, un poderoso attacco missilistico a Sumy, facendo 35 vittime, tra cui due bambini, e centinaia di feriti. Morti e feriti non sarebbero però solo civili inermi, come Kiev e gli alleati europei si sono precipitati a dire, ma anche militari. Quel giorno infatti a Sumy si sarebbe tenuta la premiazione di soldati della 117a Brigata, con la partecipazione di un pubblico composto anche da civili. Tale imprudente decisione ha comportato l’immediato licenziamento del capo dell’amministrazione militare di Sumy, Volodymyr Artyukh, da parte del presidente Zelensky.
Si tratta dell’ennesimo licenziamento tra i vertici ucraini, da parte del presidente ormai fuori mandato. Questo è il segnale che, al di là del raid russo, sul fronte interno qualcosa è andato storto.Lo sostiene anche il sindaco di Konotop, città della regione di Sumy: “L’attacco è stato conseguenza non solo della sete di sangue russa ma anche della negligenza di funzionari ucraini“, dice Artem Semenikhin.Secondo quest’ultimo, i russi hanno colto l’occasione per colpire un obiettivo militare perché, all’interno di uno degli edifici presi di mira, proprio il licenziato Volodymyr Artyukh aveva tenuto una cerimonia di consegna di medaglie ai soldati della 117a Brigata.Il Cremlino aveva sostenuto lo stesso, ovvero che l’obiettivo era quello di colpire alcuni militari durante una riunione. Il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, sostiene che la Russia ha le prove di un incontro tra ufficiali ucraini e della NATO all’interno della struttura di Sumy. Mosca ha anche accusato Kiev per utilizzare i civili “come scudi umani”.
“Solo un bastardo si comporta così”, aveva attaccato Zelensky, sottolineando che i russi avevano colpito “una normale strada cittadina”.
Intanto gli Stati Uniti non hanno sottoscritto il documento di condanna del massacro del G7.
