Prince, genio e rivoluzione del pentagramma

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Prince, genio e rivoluzione del pentagramma

Manuel M Buccarella

Il 21 aprile 2016, di mattina intorno alle 10 moriva uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni, Prince. Roger Nelson aveva 57 anni. Fu trovato morto nell’ascensore dei Paisley Park Studios, ove erano dimora e studi di registrazione del cantautore e musicista del Minnesota, a pochi chilometri da Minneapolis, città nativa di Prince.

Il referto autoptico riporta quale causa del decesso “overdose accidentale da Fentanyl”, un potente antidolorifico a base di oppioidi, che l’artista usava da tempo per contrastare un forte dolore ad un ginocchio conseguente ad un incidente.

Nei quasi 40 anni d’attività Prince, con 52 album di cui 37 in studio, ha attraversato e combinato, da vero innovatore, svariati generi musicali, tra loro anche assai diversi, come funk, rock, soul, R&B, jazz, interpretandoli in chiave originale e personale. La sua intraprendenza e la voglia di autonomia ed indipendenza lo hanno portato man mano a staccarsi dal controllo delle majors discografiche, in particolare della Warner Bros., per fondare un’etichetta e casa di produzione tutta sua, la Paisley Park, anche se per la distribuzione aveva bisogno di accordarsi con i circuiti presidiati dalle majors.

E con Purple Rain arriva l’Oscar per la migliore colonna sonora.

In occasione dei suoi primi quindici anni di attività, la rivista statunitense online Consequence ha redatto la sua classifica dei cento migliori album di tutti i tempi. Per la redazione il podio spetta certamente al grande album “Purple Rain” di Prince con i suoi Revolution, album del 1984.In quest’album si consacra l’apertura verso la contaminazione musicale e verso il rock di un artista nato e formatosi prevalentemente con il funk.Quest’album meraviglioso consegnerà a Prince nel 1985 l’Oscar per la miglior colonna sonora.

Prince non è però solo “Purple Rain”, ma anche “1999”, album che lo precede, “Parade”, “Sign ☮️ The Time”, tanto per citare quelli più noti degli anni ottanta, per poi innovare nuovamente negli anni novanta con titoli come “Graffiti Bridge”, “Diamonds and Pearls”. Il successo grande gli arride sostanzialmente fino agli inizi degli anni duemila.

Ricordiamo il grande artista scomparso proprio con “Purple Rain”.

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