Gli americani continuano a colpire postazioni houthi in Yemen. Gli houthi colpiscono mercantile statunitense nel Mar Rosso. A Sana’a una folla oceanica contro Stati Uniti ed Israele.Il Qatar sospende fornitura gas dal Mar Rosso.

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Gli americani continuano a colpire postazioni houthi in Yemen. Gli houthi colpiscono mercantile statunitense nel Mar Rosso. A Sana’a una folla oceanica contro Stati Uniti ed Israele.Il Qatar sospende fornitura gas dal Mar Rosso.

Continuano i bombardamenti sulle installazioni militari yemenite (AnsarAllah, ovvero “gli Houthi” controlla l’80% del territorio dello Yemen, inclusa la capitale Sana’a’ – de facto, anche se non de iure, è lo Yemen).

Non è chiarissimo cosa sia stato effettivamente distrutto: secondo il New York Timesanche se il 90% dei bersagli è stato colpito non più del 25% del potenziale militare yemenita è stato messo fuori uso. Oggi intanto nel Mar Rosso è stato colpito un mercantile americano.

Proprio l’identificazione dei bersagli si sta rivelando un problema, continua l’articolo, perché pare che negli anni passati non si siano fatti grandi sforzi di intelligence nella regione.

D’altronde pare che, seguendo l’esempio iraniano, la maggior parte delle installazioni yemenite sia o mobile o ben nascosta, sfruttando le caratteristiche del territorio.

Inoltre, nell’organizzazione del primo raid qualcosa è andato storto, con una fuga di notizie a qualche ora dall’inizio delle operazioni di cui ora USA e Gran Bretagna si rimpallano la colpa.

I bombardamenti sulle postazioni di Ansarallah, in un primo momento condotti congiuntamente da Usa e Gran Bretagna ed ora solo dagli Stati Uniti, sono evidentemente finalizzati a ridurre il potenziale missilistico yemenita, anche perché il numero di missili a disposizione delle navi USA e UK nel Mar Rosso non è elevatissimo.

Ogni nave USA armata col sistema AEFIS ha a disposizione infatti circa 100 missili SM-2, e le navi UK armate del sistema Sea Viper un’ottantina di Aster 15/30. Non possono essere rifornite in mare di nuovi missili, devono necessariamente abbandonare il teatro di operazioni ed attraccare.

Inoltre va considerato anche il costo dei missili: 2.1 milioni di dollari per ogni SM-2, 1 milione di sterline per ogni Aster 15 e 2 milioni di sterline per ogni Aster 30.

E infatti, il massiccio attacco di droni contro le navi USA/UK del 10 gennaio non ha provocato danni, perché tutti gli ordigni sono stati distrutti dai sistemi di difesa, ma ha portato il Segretario della Difesa britannico Shapps a dichiarare che si tratta di “una situazione insostenibile, soprattutto se AnsarAllah decidesse di impiegare contro le navi statunitensi e britanniche non più solo i droni, ma anche i missili balistici, ben più difficili da respingere. Sarebbe certamente un’escalation molto grave, ma a questo punto purtroppo nulla può escludersi.

Intanto sabato nella bellissima capitale dello Yemen, Sana’a, una metropoli di quattro milioni di abitanti, milioni di persone hanno marciato in solidarietà con la Palestina e contro gli Stati Uniti ed Israele, le cui bandiere sono state bruciate. Hanno anche gridato di essere pronti alla guerra.

Nel frattempo il Qatar ha annunciato la sospensione delle forniture di gas attraverso il Mar Rosso.

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