Un milione di ucraini non vuole più combattere e l’Italia invia le armi (da PeaceLink.it)

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Un milione di ucraini non vuole più combattere e l’Italia invia le armi (da PeaceLink.it)

In Ucraina la guerra mostra il suo volto più drammatico: oltre 800.000 renitenti alla leva e almeno 100.000 disertori scelgono di non combattere, rifiutando di diventare ingranaggi di una macchina bellica che sembra non avere fine.

Molti comandanti, nella speranza che i soldati tornino spontaneamente – precisa PeaceLink nel suo bollettino – evitano di avviare procedimenti disciplinari, rendendo il fenomeno ancora più difficile da quantificare, tuttavia il rifiuto di combattere ha raggiunto proporzioni senza precedenti.

E mentre un milione di ucraini dice “no” alla guerra, l’Italia continua a inviare armi (ovviamente secretando il contenuto delle armi inviate, questo anche per sottacere violazioni della Costituzione italiana. Perché, se già costituisce violazione dell’articolo 11 inviare armi ad un paese in guerra, ancora di più lo è l’invio di armi c.d. offensive, come i missili a lungo raggio Storm Shadow, prodotti ed inviati non solo dai britannici, ma anche dagli italiani, ndr)

“Ogni spedizione militare – continua PeaceLink – rafforza una dinamica di morte e distruzione, alimentando un conflitto sanguinoso che ha già fatto migliaia di vittime e distrutto intere comunità.Le armi non portano pace, e lo si è visto. È un’illusione pericolosa pensare che inviare fucili, missili, cannoni e carri armati possa avvicinare la fine della guerra. Al contrario, prolungano la sofferenza, radicalizzano le posizioni e chiudono le porte al dialogo. La fuga di centinaia di migliaia di ucraini dalla guerra è un messaggio chiaro: non vedono alcuna via d’uscita in questo scontro fino all’ultimo sangue.Eppure, anziché ascoltare queste voci, i governi europei — Italia compresa — continuano a finanziare e armare una guerra senza fine e senza prospettiva. L’invio delle armi nel 2022 ebbe questa motivazione: difendono la vita di chi è attaccato. Ma è accaduto l’esatto contrario: l’invio di armi ha alimentato la carneficina. La guerra avrebbe provocato, complessivamente da entrambe le parti, un milione di morti e feriti.Di fronte a questi numeri, è urgente che la società civile e i movimenti pacifisti facciano sentire la loro voce. Dobbiamo chiedere al governo italiano di fermare l’invio di armi e di impegnarsi attivamente per una soluzione diplomatica del conflitto.

“Le elites politiche occidentali hanno scommesso sulla sconfitta della Russia e ora si trovano di fronte all’esito probabilmente opposto. Non possiamo voltare le spalle a un milione di ucraini che rifiutano la guerra. Non possiamo ignorare che le loro vite vengono messe a rischio anche dalle armi che partono dall’Italia.

“L’Italia – dicono da PeaceLink – invece di alimentare il conflitto, deve farsi promotrice di una politica di pace, sostenendo l’avvio di negoziati.La guerra non è inevitabile. La pace è una scelta. E questa scelta, oggi, riguarda tutti noi!”.

Ricordiamo che è in corso una campagna di raccolta firme promossa da padre Alex Zanotelli, PeaceLink ed altre personalità, indirizzata ai parlamentari italiani affinché non sia convertito in legge il nuovo decreto per l’invio di armi all’Ucraina.

https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=111&id_topic=4

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