Crocifisso Aloisi
NEGARE IGNORARE SCREDITARE: IL SOLITO CREDO DEL BULLISMO ISTITUZIONALE E MEDIATICO
Continuano a chiamarci negazionisti (in realtà non abbiamo mai negato l’esistenza del batterio xylella fastidiosa, semmai i dubbi sono se veramente sia stato rinvenuto per la prima volta ad ottobre 2013, o prima o addirittura dagli inizi degli anni 90 in base ad uno studio pubblicato da Ansa), ma chi usa questa tecnica per screditarci è esso stesso un vero negazionista perché continua a negare l’evidenza, e cioè che la nostra azione è volta a far emergere le tante contraddizioni in merito alla faccenda xylella.
Sono negazionisti anche coloro che negano la ripresa vegetativa in atto un po’ ovunque nel Salento, e sono doppiamente negazionisti coloro che negano come questa ripresa vegetativa sia certificata dalla ripresa produttiva di buonissimo ed ottimo olio extravergine, prodotto dalle nostre storiche cultivar (fatevi un giro tra i frantoi salentini e chiedete se è ritornata o no la produzione di olio da Ogliarola e Cellina). Olio prodotto da quegli olivi scampati alla furia ed alla follia eradicatrice, neanche i barbari si spinsero fino ad un tale livello di devastazione. Abbiamo sempre affermato che i piccoli proprietari di oliveti non dovrebbero essere considerati soltanto produttori di ottimo olio, ma sono anche custodi del paesaggio e della tradizione. Per questo motivo abbiamo sempre richiesto che venissero adeguatamente sostenuti perché molti di loro non sono più del mestiere e un simile patrimonio, ereditato dai nostri antenati, non poteva essere distrutto. Si sarebbe potuto creare un circuito virtuoso fatto di produzione eccellente e un’offerta turistica unica, ed invece si è creato un circuito vizioso, con continuo ed inutile drenaggio di fondi pubblici, grazie ad un mix tra politica affarista, ricercatori di fondi pubblici, ordini professionali, associazioni di pseudo categoria e informazione deviata che vorrebbero continuare a stravolgere il territorio utilizzando un teorema ed una narrazione che fa acqua da tutte le parti: una narrazione in continua contraddizione.
In foto esemplari di Ogliarola salentina e Cellina di Nardò di un centinaio di anni a Galatone, cioè in zona dichiarata burocraticamente infetta ormai da diverso tempo ma ancora prepotentemente produttivi.
