UN ANNO DI GOVERNO POLI: ASPETTATIVE VS REALTA’ (SECONDA PARTE)

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UN ANNO DI GOVERNO POLI: ASPETTATIVE VS REALTA’ (SECONDA PARTE)

Luciano Graziuso

UN ANNO DI GOVERNO POLI: ASPETTATIVE VS REALTA’ (SECONDA PARTE)

Quanto detto nel precedente articolo potrebbe già essere ampiamente sufficiente per tracciare un bilancio negativo sull’operato della sindaca fino a questo momento, ma ci sono anche altre questioni importanti di cui vale la pena parlare per delineare un quadro più completo della situazione leccese sotto l’amministrazione attuale.

IL DECORO URBANO

Un’altra questione che la prima cittadina sembrava avere molto a cuore durante la campagna elettorale era, a suo dire, la pessima situazione in cui versava la nostra città, in particolare nelle aree più periferiche, quanto a parchi e verde. Nel portare avanti questa sua tesi, come da prassi, non esitò ad attaccare con grande violenza verbale il suo predecessore Salvemini, realizzando perfino un video polemico nel quale definiva alcune erbacce incolte con un termine dialettale molto efficace (“zanguni”), con lo scopo di far percepire come ancora più grave di quanto fosse la realtà.

Di fatto ora la situazione è rimasta tale e quale nelle periferie e ciò è testimoniato anche da un video ironico, che circola nei social, nel quale, mentre si recuperano le immagini già diffuse un anno fa dalla propaganda elettorale della destra per denigrare l’avversario, si fa notare la permanenza dei cosiddetti “zanguni” mentre si manda il ritornello di una canzone di Vasco Rossi che recita:” Io sono ancora qua… eh, già!”.

LA QUESTIONE TARI

Gli attacchi alla precedente amministrazione furono veementi e non privi di colpi bassi anche durante i quindici giorni precedenti la data del ballottaggio, alcuni al limite della sleale competizione politica. A tal proposito ricordiamo un’accusa molto grave, che fu subito respinta da Salvemini, riguardante la certezza che quest’ultimo avrebbe aumentato la TARI, una tassa che tutti sanno essere particolarmente odiata dai cittadini leccesi; l’accusa si basava sul nulla, tanto che l’ex sindaco smentì quanto affermato dalla Poli con decisione e chiese subito un confronto diretto che la rivale non gli concesse e che nelle due settimane precedenti il ballottaggio evitò scrupolosamente. Questa mossa forse le assicurò il voto di qualche indeciso, ma la verità è che lo scorso anno il costo della TARI diminuì, mentre quest’anno invece è aumentato.

LA LECCE “TRISTE”

Un altro cavallo di battaglia dell’attuale sindaca, un refrain continuamente ripetuto in campagna elettorale, era la promessa di ridare vitalità e allegria alla città, resa quasi un mortorio dalla giunta precedente. Per mantenere la parola data agli elettori, la Poli Bortone ha deciso la chiusura dei locali commerciali presenti nel centro storico alle ore… ebbene sì, alle ore 23 (24 solo dal venerdì alla domenica) !

Fatichiamo a trovare la coerenza con quanto sempre dichiarato ed effettivamente non sapremmo dire se questa delibera renda Lecce più gioiosa e allegra rispetto al passato. Fatto sta che i gestori interessati si sono ribellati e rivolti al TAR, che ha bloccato l’ordinanza del Comune.

Appaiono a questo punto del tutto strumentali gli attacchi rivolti a suo tempo alla giunta Salvemini, quando la situazione era molto più tollerante per i locali, che potevano chiudere alle 3 di notte. Nel commentare queste vicende, non può passare inosservato il comportamento di buona parte dell’informazione locale, in gran parte preoccupata solo di difendere sempre la sindaca, anche contro ogni evidenza, sia parlando pochissimo della cosa, sia intervistando quasi esclusivamente i residenti del centro storico, ovviamente contentissimi dell’orario anticipato di chiusura degli esercizi pubblici.

Chissà perché, durante la vecchia amministrazione, l’eco mediatica era enorme (anche a distanza di vari mesi dalla decisione di Salvemini in merito agli orari) e si dava voce in larghissima parte ai commercianti, naturalmente poco entusiasti, e non ai residenti.

IL FILOBUS

Una “furbata” della Poli Bortone è stata senz’altro quella di non parlare proprio, per tutta la durata della sua campagna elettorale e per quasi un anno di amministrazione della città, della questione filobus. Quest’ultima parola non è stata mai neanche nominata, fino a qualche mese fa, quando a sorpresa la prima cittadina è tornata di nuovo alla carica sull’argomento, più che mai controverso. Tutto questo perché l’idea di dotare Lecce di un simile mezzo di trasporto pubblico è stata ed è più che mai divisiva, anche nell’ambito della destra. Pure il sindaco Perrone non era entusiasta, per usare un eufemismo, della cosa e tuttora non si comprende bene per quali motivi la sindaca voglia riportare in auge un progetto così costoso, antiquato e poco “green” dopo che la città risente ancora dell’inestetismo di pali e fili rimasti e, non ultime, delle vicende giudiziarie che chiusero l’affare filobus.

Un’idea sicuramente arretrata, non idonea alla città di Lecce ed invisa alla maggior parte dei cittadini.

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