Il 28 giugno sul suo blog e sul n. 27 di Panorama il noto giornalista e scrittore pugliese Marcello Veneziani affronta, ancora una volta, il tema del sacrificio degli ulivi salentini e pugliesi evidentemente non solo – o non propriamente – per la rimozione della xylella fastidiosa, ma anche e particolarmente, per esigenze connesse alla speculazione privata.
Ecco il significativo incipit dell’articolo di Marcello Veneziani
“Non bastava la xylella, la malattia mortale delle piante, a distruggere gli ulivi in Puglia, più lo sciame delle speculazioni al seguito. Non bastava l’edilizia forsennata dei decenni passati, la trasformazione di terreni agricoli in suoli edificabili o per insediamenti commerciali e industriali. Sono arrivate le pale eoliche e i pannelli solari a decidere la strage di ulivi col pretesto grottesco della svolta green. Si, nel nome del verde vengono espiantati e distrutti migliaia di ulivi.”
E continua Veneziani:”Partiamo dalla capitale dell’olivo, Bitonto. Duemila ulivi sono stati strappati a viva forza dal loro suolo, piante sanissime e ulivi secolari, per far sorgere in un agro, il Pozzo delle Grue, un grande impianto fotovoltaico. Quindici ettari sono stati comprati da una multinazionale francese e sono state sradicate migliaia di piante per creare energie alternative. La stessa cosa è accaduta in Salento per far nascere un grande parco eolico tra Vernole e Castrì. La prima località colpita da questa furia verde e devastatrice è stata l’agro di Sannicandro di Bari, una cittadina agricola a sud del capoluogo pugliese, famosa per la qualità del suo olio extravergine d’oliva. Ulivi in salute, verdissimi e fruttuosi, eradicati per far posto a un campo nero di pannelli solari. Con la beffa aggiuntiva che l’operazione era salutata dal comune locale con la giustificazione di migliorare la qualità dell’ambiente e dell’aria; tu distruggi alberi di ulivi e migliori l’ambiente, migliori l’aria… Siamo al mondo capovolto di Orwell in formato oliva…”
Ci sono stati enti locali che hanno provato ad opporsi alla realizzazione di “campi” di fotovoltaico o di pale eoliche, sulla spinta dei comitati di olivicultori e cittadini della conca barese, ma il governo ha dato il via libera perché impiantare pale eoliche o pannelli solari è ritenuta “opera di pubblica utilità”. Per di più a molti agricoltori ha fatto comodo, economicamente, vendere i loro terreni di ulivi alle aziende , a volte anche multinazionali francesi, per realizzare l’esproprio: l’offerta è infatti pari a tre volte il valore di un terreno agricolo…
I paesaggi “marziani”, quelli che innaturalmente popolano i terreni un tempo agricoli, oggi diventati appannaggio di orridi campi per impianti fotovoltaici o per disumane pale eoliche, sono diventati sostituti dei domestici terreni agricoli a causa della legge dell’offerta economica: “meglio realizzare subito e tanto, piuttosto che continuare un’attività difficile, in balia del clima bizzarro e di troppi fattori, oltre che alla mercé del sostegno pubblico, quello che un tempo si chiamava “l’integrazione dell’olio”, spiega Veneziani .Siamo invasi da richieste per impianti fotovoltaici, dicono gli agricoltori, il giro d’affari è internazionale”.
