Economia del genocidio. Nel suo rapporto su Gaza Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, fa i nomi delle aziende che ci guadagnano con la guerra di Israele

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Economia del genocidio. Nel suo rapporto su Gaza Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, fa i nomi delle aziende che ci guadagnano con la guerra di Israele

ma.bu.

Nel suo rapporto sul genocidio del popolo palestinese da parte delle forze armate israeliane (Idf), Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, tira in ballo aziende di armi come: Elbit Systems, Israel Aerospace Industries, Rafael Advanced Defense Systems, Lockheed Martin, Boeing, General Dynamics, Leonardo, Airbus.

Altre come: Google, Amazon, IBM, HP, Microsoft, Caterpillar, Volvo, Hyundai Heavy Industries, RADA, Netafim, Orbia Advance Corporation e tante altre. Colossi potentissimi, che solo chi ha coraggio da vendere può spiattellare ai quattro venti.Inoltre, nel rapporto scrive:“Facendo luce sull’economia politica di un’occupazione diventata genocida, il rapporto rivela come l’occupazione eterna sia diventata il banco di prova ideale per i produttori di armi e le grandi aziende tecnologiche… mentre investitori e istituzioni pubbliche e private ne traggono profitto liberamente… Troppe influenti entità aziendali restano indissolubilmente legate, dal punto di vista finanziario, all’apartheid e al militarismo di Israele.”

Contestualmente, gli Stati Uniti hanno presentato richiesta formale per il suo licenziamento, tacciandola, ovviamente, di antisemitismo.

Intervistata dal Manifesto (numero odierno) Francesca Albanese ha dichiarato :”Il metodo più immediato e giusto è perseguire l’ingiustizia. Compagnie come l’israeliana Elbit o l’italiana Leonardo vanno portate in tribunale, anche per poter riconoscere riparazioni alle vittime. Il secondo metodo è la responsabilità imposta dalle opinioni pubbliche. Compagnie come Airbnb e Booking possono essere soggetto al boicottaggio. Lo stesso vale per Volvo i cui mezzi sono usati per demolire case e rimuovere corpi palestinesi dalle macerie di Gaza o per trasferire i prigionieri politici palestinesi. Dobbiamo tornare a un sistema di legalità. Il mio è innanzitutto un richiamo alla legalità che si fonda su un punto: basta con l’artificio mentale per cui c’è un Israele buono dentro i confini dello Stato e un Israele cattivo nei Territori occupati. La colonizzazione è un’impresa dello Stato, l’apartheid è un crimine dello Stato, il genocidio è un crimine dello Stato. Non basta più disinvestire solo dalle colonie.”

Il nuovo rapporto della Relatrice speciale ONU Francesca Albanese denuncia dunque il ruolo centrale di oltre un migliaio di aziende globali, università, fondi di investimento e governi, nel sostenere l’occupazione israeliana a Gaza. Un sistema economico e tecnologico che si sarebbe trasformato, secondo il documento, in una vera e propria “economia del genocidio”.

Intanto lunedì sera la Albanese doveva tenere una conferenza all’Università di Berna, cancellata dalle autorità accademiche all’ultim’ora. Non è certo la prima volta. L’incontro si è tenuto comunque in altro luogo, davanti a 400 persone.

La relatrice speciale Francesca Albanese. Foto: The Left/Flickr CC BY-NC-SA 2.0

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