ma.bu.
“E’ vero che a un certo punto della nostra vita i rimorsi li inzuppiamo nel caffè la mattina come biscotti.”
“Era quello il tempo migliore della mia vita e solo adesso che m’è sfuggito per sempre, solo adesso lo so.”
Nasceva il 14 luglio 1916 a Palermo Natalia Levi Ginzburg, scrittrice, parlamentare del PCI (Sinistra Indipendente), traduttrice, una delle più importanti figure della letteratura italiana del Novecento.
Figlia di un docente universitario ebraico, si trasferì presto a Torino. Vittima delle persecuzioni fasciste, perse il marito, Leone Ginzburg, trucidato dai fascisti nel carcere di Regina Coeli nel 1944. Si trasferì a Roma dove, dal 1945, si impiegò nella casa editrice Einaudi.Nel 1950 sposa l’anglista Gabriele Baldini, docente di letteratura inglese e direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra.Inizia per Natalia un periodo ricco in termini di produzione letteraria, prevalentemente orientata sui temi della memoria e dell’indagine psicologica. Nel 1952 pubblica Tutti i nostri ieri; nel 1957 il volume di racconti lunghi, Valentino, che vince il premio Viareggio,e il romanzo Sagittario; nel 1961 Le voci della sera che, insieme al romanzo d’esordio, verrà successivamente raccolto nel 1964 nel volume Cinque romanzi brevi.
Nel 1962 esce la raccolta di racconti e saggi Le piccole virtù, e nel 1963 Ginzburg vince il premio Strega con Lessico famigliare, memoir che viene accolto da un forte consenso di critica e di pubblico.
Nel decennio successivo seguono, nella narrativa, i volumi Mai devi domandarmi del 1970 e Vita immaginaria del 1974. In questo periodo Natalia Ginzburg è anche collaboratrice assidua del Corriere della Sera, che pubblica numerosi suoi elzeviri su argomenti di critica letteraria, cultura, teatro e spettacolo.
Dal ’69 in poi sarà forte il suo impegno politico, anche e soprattutto come intellettuale, a partire dal caso Pinelli sino alla solidarietà verso alcuni giornalisti di Lotta Continua, accusati di istigazione alla violenza.Nel 1983 l’elezione alla Camera dei Deputati come indipendente nelle fila del Partito Comunista Italiano.
Muore a Roma l’8 ottobre 1991.
