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Negli scorsi mesi il sassofonista americano 56enne Joshua Redman è uscito con il suo secondo album con la prestigiosa etichetta jazz Blue Note, “Words Fall Short”.
Il nuovo album costituisce una vetrina perfetta per il suo nuovo quartetto con il pianista Paul Cornish, il bassista Philip Norris e il batterista Nazir Ebo, formazione già rodata in tutto il mondo durante il tour del sassofonista di due anni fa. L’album vede anche la partecipazione della cantante Gabrielle Cavassa, della trombettista Skylar Tang in “Icarus” e, in “So It Goes”, della collega sassofonista Melissa Aldana.
Il disco , otto pezzi, immerge l’ascoltatore in un liquido musicale nel quale si alternano onde di jazz tradizionale, blues, free jazz.La musica abbraccia un’ampia gamma di emozioni, dalla malinconia alla risolutezza, e le composizioni hanno spesso una qualità poetica ed evocativa.
L’album è una meditazione musicale sui fallimenti del linguaggio e sull’insufficienza delle forme convenzionali di rappresentazione.
Joshua Redman rappresenta una delle voci più distintive e rispettate del jazz contemporaneo. Nato a Berkeley, in California, è il figlio del leggendario sassofonista Dewey Redman, eredità che ha saputo onorare sviluppando al contempo un linguaggio musicale del tutto personale.
La sua filosofia musicale può essere riassunta in tre principi fondamentali: “Rooted in tradition. Driven by curiosity. Defined by nuance” – radicato nella tradizione, spinto dalla curiosità, definito dalle sfumature. Questo approccio gli ha permesso di mantenere un equilibrio perfetto tra rispetto per la tradizione jazzistica e innovazione stilistica.
