Luciano Graziuso
I media occidentali e italiani lo danno per scontato e ignorano del tutto l’avviso russo della mancanza di prove in proposito
I FATTI
La scorsa notte la Polonia ha abbattuto 10 droni che avevano invaso il suo spazio aereo. Il Presidente del Consiglio Tusk ha parlato di “ben 19 violazioni” del proprio territorio e non ha esitato minimamente ad addossare la responsabilità dell’accaduto alla Russia, rilasciando dichiarazioni per nulla rassicuranti: “La prospettiva di un grande conflitto militare è più vicina che in qualsiasi altro momento dalla Seconda guerra mondiale”; Zelenskij ha subito invitato ad una pronta reazione europea, mentre in Italia almeno in un servizio in Tv si è parlato di droni “provenienti dalla Bielorussia” (sarebbe auspicabile che si mettessero d’accordo, visto che tutto poi diventa occasione di discorsi pericolosi su un’eventuale conflitto intereuropeo); infine, Varsavia ha invocato l’Articolo 4 della NATO.
Il Cremlino, dal canto suo, ha smentito categoricamente questa versione, affermando che non vi era nessun piano per colpire obiettivi in Polonia. Inoltre, il Ministro della Difesa russo si è detto fin da subito “disponibile ad una consultazione con Varsavia”, mentre l’incaricato di affari russo in Polonia, Andrei Ordash, ha perfino dichiarato che “I droni venivano dall’Ucraina e non dalla Russia”.
Chi ha ragione?
COME IL NOSTRO MAINSTREAM HA AFFRONTATO LA VICENDA
“Ha stato Putin!”.
E’ stato questo, in estrema sintesi, il “metodo” scelto dalla grande maggioranza del sistema informativo italiano per dare in pasto ai cittadini la notizia. Nonostante la Russia avesse fin da subito smentito la versione di Tusk, mettendo in risalto anche la mancanza di prove che la sostenessero, in TV abbiamo assistito comunque ad un susseguirsi di pesanti attacchi verbali contro il Cremlino: chiunque parlava infatti, sia giornalisti sia politici italiani e dell’UE, aveva già dato per certa la narrazione polacca, seppur nella più totale assenza delle opportune verifiche.
Purtroppo sono anni e anni che si parla della pessima “qualità” dell’informazione nostrana, senza peraltro riuscire a migliorarla, anzi…la situazione è sicuramente peggiorata. Si dà per certo che la Federazione Russa voglia attaccarci e che prima o poi succederà; ciò è semplicemente intollerabile per un Paese che ama proclamarsi “democratico” ad ogni piè sospinto, come è intollerabile che per qualsiasi situazione consimile si usino il condizionale o le “formule” pare che, sembra, non è accertato etc. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, il modo opposto di affrontare la vicenda degli ordigni abbattutisi in questi giorni su due imbarcazioni della Flotilla, quelli sì con quasi totale probabilità provenienti da Israele; in questo caso si tende soprattutto a minimizzare, se non addirittura a negare gli eventi: contro ogni evidenza anche filmica, si è perfino arrivati ad affermare che sulle navi interessate si sia verificato un evento di autocombustione (!) . Dato che quest’ultimo episodio aveva suscitato grande interesse ed indignazione nei cittadini europei, non ci sembra infine tanto improbabile un uso strumentale dei droni caduti sulla Polonia per non parlare della notizia che oggi sarebbe dovuta essere la prima in tutti i tg: il vile bombardamento di Israele ai danni del Qatar.
IL NOSTRO PARERE SULLA VICENDA DEI DRONI IN POLONIA
Naturalmente nessuno sa ancora come siano andate realmente le cose e chi abbia ragione, ma si possono sicuramente fare alcune considerazioni: di sicuro, al contrario di quanto fatto da tantissimi nostri giornali e tv, saremmo stati molto più cauti prima di accusare la Russia di quanto successo, se non altro per evitare una seconda figuraccia.
Era già accaduto in passato infatti, nel novembre del 2022, che si diede la colpa al Cremlino per la caduta di materiale bellico sulla Polonia, mentre invece in seguito si scoprì che, senza ombra di dubbio, si era trattato di frammenti di missili della contraerea ucraina. Anche allora il mainstream ed i leader occidentali si accanirono senza alcuna prova contro Putin, salvo poi dover rettificare ed ammettere che si era trattato di un’accusa ingiusta.
Se ciò non bastasse, nel corso di questa guerra i mezzi di informazione occidentali hanno colpevolizzato la Russia in almeno altre due occasioni, per poi scoprire inesorabilmente di aver fatto fiasco per l’ennesima volta: portiamo ad esempio il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, inizialmente attribuito al Cremlino ma che poi si è scoperto essere addebitabile all’Ucraina; e soprattutto la fake news della strage di Bucha, che ha permesso all’allora presidente inglese Boris Johnson di sabotare i negoziati di pace tra Putin e Zelenski.
Ultima ma non meno importante considerazione, non ci sembra che la Russia avrebbe molto interesse ad attaccare la Polonia in un momento così delicato della guerra con l’Ucraina; al contrario, Zelensky trarrebbe dei notevoli vantaggi se riuscisse a coinvolgere la NATO in un conflitto diretto contro i suoi avversari, e non si può non notare come la UE e la NATO stessa, nel corso di questi ultimi anni, abbiano mostrato un atteggiamento più che propenso ad entrare in guerra contro Putin e a fianco dell’Ucraina.
