Manuel M Buccarella
Il 10 novembre scorso agenzie indipendenti dall’ufficio di Zelenskyy – l’Ufficio Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) – hanno annunciato un’operazione su larga scala denominata “Operazione Mida” per smascherare un importante schema di corruzione nel settore energetico.
Secondo gli inquirenti, i partecipanti allo schema hanno riciclato almeno 100 milioni di dollari, cifra destinata ad aumentare. Ville in Svizzera, milioni di dollari negli Stati Uniti ed altro ancora.
Sono state condotte perquisizioni presso le abitazioni dell’imprenditore Timur Mindich , noto come “l’uomo portafoglio” di Zelenskyy, nonché presso l’abitazione del Ministro della Giustizia, ora sospeso, Herman Galushchenko , che ricopriva la carica di Ministro dell’Energia al momento dell’indagine, e presso la società Energoatom.
Successivamente, NABU ha iniziato a pubblicare i primi estratti di conversazioni nell’appartamento di Mindich in cui si discuteva di schemi di corruzione.In questo caso, le accuse sono state mosse contro Mindich, l’ex consigliere del Ministro dell’Energia Ihor Myronyuk, il direttore esecutivo per la sicurezza di Energoatom Dmitry Basov , gli imprenditori Alexander Tsukerman e Ihor Fursenko , nonché Lesya Ustimenko e Lyudmila Zorina . Questi ultimi tre lavoravano nel cosiddetto back office, che gestiva le operazioni di riciclaggio di denaro. Inoltre, in questo caso, sono state mosse accuse contro l’ex vice primo ministro ucraino Oleksiy Chernyshov, descritto anche come membro della cerchia ristretta di Zelenskyy.
Eppure l’Ucraina da Paese candidato a Stato membro dell’Unione Europea, solo pochi giorni fa correva verso l’adesione. Cosa insolita per un Paese molto corrotto, con una corruzione che lambisce lo stesso Volodomyr Zelensky, e assai poco democratico, con la maggior parte dei partiti di opposizione al bando anche prima del 2022, e con un pluralismo dei media di fatto azzerato anche prima dell'”operazione militare speciale”.
Il grave fenomeno corruttivo, unitamente alla costante e graduale débâcle sul campo delle forze armate ucraine ed ai cruenti attacchi aerei sui centri abitati da parte russa, a danno dei civili, suscita in Italia una forte, almeno in apparenza, levata di scudi da parte della Lega di Matteo Salvini, che non intenderebbe più inviare denaro ed armi al governo di Kiev. Di diverso avviso i principali alleati di governo e la Commissione Europea, dove von der Leyen e soci vorrebbero incrementare il sostegno finanziario ed in armi all’Ucraina. Si vorrebbero utilizzare gli asset russi congelati da porre a garanzia di un prestito da 130 miliardi di euro per finanziare la difesa ucraina, con l’opposizione ungherese e con le preoccupazioni del governo belga, visto che l’operazione sarebbe di fatto illegale.
