Doccia fredda per Ursula: la BCE non autorizza l’utilizzo degli asset russi congelati per aiutare Kiev

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Doccia fredda per Ursula: la BCE non autorizza l’utilizzo degli asset russi congelati per aiutare Kiev

Manuel M Buccarella

La Banca centrale europea non autorizza l’utilizzo degli asset della Russia congelati nell’UE per sostenere finanziariamente l’Ucraina. Lo ha chiarito la presidente della BCE, Christine Lagarde, spiegando che la questione non è politica, bensì giuridica.

Secondo le rivelazioni del Financial Times, la Commissione Europea aveva chiesto alla Bce di fungere da prestatore di ultima istanza per evitare rischi di liquidità per Euroclear, società belga che custodisce la gran parte degli asset russi congelati in Europa.

“Per la BCE agire da paracadute finanziario di garanzia per il Belgio vorrebbe dire violare l’articolo 123 dei trattati”. La Banca centrale europea non può procedere a finanziamenti diretti a imprese o istituzioni, e farsi garante per i governi non è possibile. “Non ci stiamo rifiutando, stiamo rispettando le regole“, sottolinea Lagarde. “Non possiamo bypassare i trattati e il mandato della stabilità finanziaria”, chiosa il banchiere centrale. Di fatto, la BCE ha rifiutato di prestare 160 miliardi all’Ucraina in quanto le è vietato per legge finanziarie gli Stati.

“In pratica in questo momento la BCE, il prodotto più compiuto e netto dell’impianto del trattato di Maastricht, la quintessenza del pensiero iperliberista e reazionario – osserva l’economista Sandor Kopacsi – sta usando questo quadro normativo per impedire all’Unione Europea di allargare la guerra.Sicuramente la certezza che quei soldi non li rivedrebbe mai più incide sulla decisione”.

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