ENNESIMA PREPOTENZA DEL GOVERNO: DUE PESI E DUE MISURE ANCHE NEL MONDO DELLA SCUOLA. L’ESECUTIVO INTIMIDISCE GLI ISTITUTI CHE INVITANO LA ALBANESE, MA PERMETTE LA PRESENZA DI MILITARI PERFINO ALLE ELEMENTARI(PRIMA PARTE)

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ENNESIMA PREPOTENZA DEL GOVERNO: DUE PESI E DUE MISURE ANCHE NEL MONDO DELLA SCUOLA. L’ESECUTIVO INTIMIDISCE GLI ISTITUTI CHE INVITANO LA ALBANESE, MA PERMETTE LA PRESENZA DI MILITARI PERFINO ALLE ELEMENTARI(PRIMA PARTE)

Luciano Graziuso

Continua l’ostracismo del ministro Valditara nei confronti di Francesca Albanese e delle sue lezioni nelle scuole; a questo punto, la vicenda assume i contorni di una vera e propria persecuzione: dopo l’invio di ispettori in due istituti toscani che avevano invitato la Relatrice ONU, il governo ha adottato la stessa misura per quanto riguarda due scuole emiliane, “ree” di aver fatto parlare la relatrice, tramite webcam, agli studenti.

Il ministro dell’Istruzione ha provato a giustificarsi dichiarando che bisognerà chiarire se la Albanese, durante i suoi interventi, abbia accusato il governo di essere complice del genocidio perpetrato da Israele ai danni dei palestinesi.A parte il fatto che un’ingerenza di tale livello da parte dell’esecutivo non è assolutamente tollerabile né giustificabile, soprattutto in un Paese che ama ancora definirsi “democratico” (nonostante l’evidenza dei fatti mostri sempre più il contrario…), il tentativo del ministro Valditara di fornire una spiegazione per far accettare all’opinione pubblica l’evidente abuso di potere appare, come recita il famoso proverbio, come la classica pezza che risulta essere peggiore del buco. Non solo infatti, per diritto costituzionale, gli istituti possono gestire come credono la propria attività didattica e, soprattutto, ogni persona è libera di esprimere il suo parere; ma, andando nello specifico della questione (ammesso e non concesso che Francesca Albanese, durante le sue lezioni, abbia accusato l’esecutivo italiano di complicità nel genocidio palestinese), ella avrebbe espresso non soltanto una sua legittima opinione, ma un vero e proprio dato di fatto.E’ dimostrato infatti che l’Italia continua incessantemente a fornire supporto politico, diplomatico e soprattutto militare, vendendo armi, a Netanyahu, sul quale pende un mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale a causa delle terribili atrocità che ha commesso e sta commettendo in Palestina. Perciò Valditara ha torto non solo quando cerca “contra legem” di mettere il bavaglio ad una cittadina, ma anche nel merito del tema affrontato.

E’ bene notare che la sig.ra Albanese, inoltre, parla non soltanto da semplice cittadina, ma da Relatrice speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi e quindi da persona altamente qualificata, che può solo arricchire sia la preparazione dei nostri studenti, sia stimolare il loro interesse per la Storia e il loro spirito critico. Invece sono mesi e mesi che la dott.ssa Francesca Albanese, in uno strano Paese come il nostro, non solo riceve attacchi da più parti, tranne che dagli ambienti sinceramente democratici della nostra bella ma stravagante Italia ( ma ciò si può spiegare chiaramente con l’esistenza, da noi, di un controllo ossessivo sul sistema dell’informazione e della comunicazione), ma viene completamente “ignorata”, quando le va bene, da un apparato politico che sembra a dir poco “imbarazzato” nell’ avere una personalità di spicco così apprezzata da Paesi che farebbero a gara per annoverarla tra i propri cittadini. Nonostante il solito tentativo di gran parte del nostro sistema informativo di minimizzare la vicenda il più possibile o di manipolarla, la quasi totalità dell’opinione pubblica ha capito da sé chi sta dalla parte della ragione: basta fare un giro su internet per leggere dei commenti ed avere un’idea di come la pensa la maggior parte delle persone; il parere più diffuso è quello secondo cui si deve lasciare libertà di scelta ai singoli istituti senza interventi censori dall’alto, mentre alcuni si sono addirittura spinti oltre scrivendo, ad esempio, che sarebbero onorati se un loro figlio avesse la possibilità di assistere ad una lezione tenuta dalla Albanese. Sono state infine intervistate diverse persone facenti parte di associazioni rappresentative dei genitori e della “Rete degli studenti medi”, di cui riportiamo le dichiarazioni più importanti.

Claudia di Pasquale, legale e presidente dell’Associazione genitori, ha affermato che “La politica non deve entrare nelle aule a gamba tesa” e, riguardo alle ispezioni di Valditara, si è espressa così: “A che cosa serviranno? Così anche il ministro agisce schierandosi, trasformando tutto in guerra”. Angela Nava, presidente di “Genitori Democratici”, ha dichiarato che “Ad oggi la Albanese non ha compiuto alcun reato, non è indagata, non è stata condannata e quindi non vedo perché non possa parlare in una scuola. Diciamolo chiaramente, le ispezioni fanno puzza di censura. Avanti di questo passo nessun dirigente farà più nulla”. Ancora più tranchant è stata Angela Verdecchia, coordinatrice della “Rete studenti medi”: “E’ grave che Francesca Albanese non venga tutelata: lei è la portavoce di un’occupazione ed è più che legittimata a parlare con dei giovani. Purtroppo proseguono gli atteggiamenti di Valditara per delegittimare la questione palestinese. Domandiamo al ministro: esiste o no l’autonomia dell’insegnamento?”

Insomma, nonostante gli sforzi incessanti di governo e mainstream di offrire ai cittadini un’immagine estremamente diversa, se non proprio capovolta, della realtà, ormai la maggioranza della gente si è svegliata.

(CONTINUA…)

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