Studio di The Lancet: le sanzioni occidentali uccidono quasi 565 mila persone ogni anno. Particolarmente colpiti i bambini sotto i 5 anni.

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Studio di The Lancet: le sanzioni occidentali uccidono quasi 565 mila persone ogni anno. Particolarmente colpiti i bambini sotto i 5 anni.

Manuel M Buccarella

L’autorevole rivista medico-scientifica The Lancet ha pubblicato nel tempo studi e rapporti che evidenziano l’impatto letale delle sanzioni economiche, specialmente su bambini e popolazioni vulnerabili, citando casi come l’Iraq degli anni ’90, dove si stima siano morti centinaia di migliaia di bambini a causa di malnutrizione e malattie infettive, oltre a studi più recenti che collegano i tagli agli aiuti allo sviluppo (come quelli a USAID) a milioni di morti evitabili, sottolineando come le sanzioni indirette causino mortalità per fame e malattie anni dopo la fine dei conflitti.

Il 25 luglio è stato pubblicato su The Lancet Global un articolo sugli effetti delle sanzioni che ha attirato molta attenzione. Lo studio ha calcolato che le sanzioni occidentali uccidono quasi 565 mila persone ogni anno.

Gli autori del Report hanno analizzato un’ampio insieme di dati, con dati sulla mortalità divisi per fasce di età, e si sono prefissati di cercare una chiara relazione causale tra sanzioni e peggioramento delle condizioni sanitarie. In totale, hanno preso in considerazione 152 paesi per un arco di tempo che va dal 1971 al 2021.

Il risultato purtroppo non sorprende, ma certamente riporta numeri elevati e molto gravi nella consistenza. Gli studiosi hanno usato il Global Sanctions Database (GSDB) per calcolare che, tra il 2010 e il 2022, il 25% dei paesi del mondo erano soggetti a un qualche tipo di sanzione, fosse degli USA, dell’UE o dell’ONU. Negli anni Sessanta la media viaggiava intorno all’8%.

Questo enorme balzo in avanti si è avuto soprattutto a partire dalla Prima Guerra del Golfo, con le sanzioni imposte all’Iraq di Saddam Hussein. La differenza che hanno indagato gli autori riguarda anche la divisione di queste misure in unilaterali, ovvero quelle decise in autonomia da USA e UE, e quelle multilaterali, introdotte dentro il regime regolato dell’ONU.

“Nell’ultimo decennio, sono state proprio le prime – al Venezuela, alla Siria, alla Russia, alla Cina – a segnare il panorama di un dibattito politico che, da parte occidentale, ha rivendicato questo tipo di misure come un’alternativa valida ad azioni più ‘muscolari’, per scoraggiare iniziative militari, a difesa dei diritti umani o della democrazia”, precisa su Contropiano Gigi Sartorelli.

Le sanzioni economiche unilaterali possono tuttavia essere considerate come una punizione collettiva, e dunque essere una violazione dell’articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, secondo la quale nessuna persona può essere punita per trasgressioni non commesse personalmente.Le sanzioni unilaterali, però, non sono solo in contrasto col diritto umanitario internazionale. Tali misure prendono di mira settori chiave e impediscono l’accesso a medicinali, cibo e componenti per sistemi idrici ed elettrici, proprio come una guerra vera e propria. Per il periodo 2010-2021 gli studiosi hanno calcolato che le sanzioni sono state la causa di 564.258 decessi annuali. “Questa stima – scrivono – è superiore al numero medio annuo di vittime di guerra durante questo periodo (106.000 decessi all’anno) e simile ad alcune stime del bilancio totale delle vittime di guerra, comprese le vittime civili (circa mezzo milione di decessi all’anno)“. Più durature sono tali sanzioni, più alto è il numero di morti che provocano; gli autori hanno anche evidenziato che le sanzioni hanno un impatto significativo sui bambini sotto i 5 anni, al punto che “i decessi di bambini di età inferiore a 5 anni hanno rappresentato il 51% dei decessi totali causati da sanzioni nel periodo 1970-2021“.

Lo studio dimostra che, mentre effetti significativi sono riscontrati per le misure prese unilateralmente dall’Occidente, non ci sono evidenze statistiche di effetti simili per le sanzioni ONU, anche se ciò non significa che essi non abbiano effetti negativi: le sanzioni delle Nazioni Unite sono state costruite nel tempo per limitare al massimo l’impatto sui civili.

Il perché ci sia stata quest’esplosione nell’utilizzo delle sanzioni lo spiega bene Mark Weisbrot, uno degli autori dell’articolo: “le sanzioni stanno diventando l’arma preferita degli Stati Uniti e di alcuni alleati, non perché siano meno distruttive, ma perché il prezzo da pagare è meno visibile. Uccidono silenziosamente, senza il costo politico della guerra“.Weisbrot ha aggiunto: “l’invisibilità delle sanzioni è la loro più grande risorsa politica. Ma una volta scoperte, diventano indifendibili“.

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