Silvana Sale
Siccome in molti me lo state chiedendo, spiego un po’ questa situazione a Cuba.Secondo il racconto che emerge da media cubani, la presenza della nave elettrica galleggiante turca Belgin Sultan all’Avana non è un evento improvviso né un gesto simbolico isolato, ma è semplicemente parte di una strategia energetica già in atto da moltissimi anni a Cuba.
Cuba, come sappiamo, attraversa una crisi strutturale del sistema elettrico dovuta a difficoltà nell’approvvigionamento di combustibile e un aumento della domanda che la rete nazionale fatica a sostenere per colpa del Blocco Statunitense.In questo contesto, il paese ha progressivamente fatto ricorso a soluzioni temporanee per stabilizzare la produzione, tra cui anche l’impiego delle cosiddette powership turche.Queste navi, gestite dalla compagnia Karpowership, sono centrali elettriche galleggianti in grado di generare energia e immetterla direttamente nella rete nazionale una volta ormeggiate nei porti. A Cuba sono operative dal 2019 e nel tempo ne sono state utilizzate diverse contemporaneamente, distribuite in vari punti strategici dell’isola, compresa L’Avana. La Belgin Sultan è una di queste unità e, secondo le informazioni diffuse da fonti cubane, fa già parte del sistema energetico nazionale, contribuendo alla produzione elettrica in coordinamento con le infrastrutture locali.Le autorità cubane riconoscono apertamente che queste centrali galleggianti rappresentano una misura necessaria per ridurre l’impatto dei blackout, che negli ultimi anni hanno colpito ampie aree del paese anche per molte ore al giorno. La loro funzione è quella di compensare temporaneamente i deficit produttivi interni mentre si cerca di riparare o modernizzare gli impianti esistenti. Non vengono presentate come una soluzione definitiva, ma come un supporto tecnico utile in una fase di difficoltà.
Non si può quindi parlare ad oggi di nessun “invio” straordinario della nave in risposta a una crisi recente, ma piuttosto della continuità di una collaborazione energetica già stabilita. Chi usa la notizia come invio straordinario sta strumentalizzando e costruendo notizie sensazionaliste false solo per raccattare qualche like.Ma la presenza della Belgin Sultan rientra in un quadro ampio di accordi tra Cuba e partner stranieri per garantire una fornitura elettrica minima e contenere le interruzioni di servizio.In questo senso, la nave non può essere descritta come un intervento emergenziale unico, ma come una componente già integrata nel sistema energetico dell’isola da molti anni, utilizzata per sostenere la rete nazionale in un momento di persistente vulnerabilità.Ripeto, questa collaborazione energetica è iniziata nel 2019, non oggi, quando Cuba ha iniziato a integrare le centrali galleggianti turche nel proprio sistema elettrico per far fronte ai primi segnali evidenti di crisi strutturale. Il funzionamento è relativamente semplice, le navi, come la Belgin Sultan, vengono ormeggiate nei porti e collegate direttamente alla rete nazionale, producendo energia tramite generatori alimentati a combustibili fossili, generalmente fuel oil o gas.L’elettricità generata viene immessa immediatamente nel sistema locale, contribuendo a stabilizzare la frequenza della rete e a coprire i picchi di domanda o i cali dovuti ai guasti delle centrali terrestri. Si tratta di una soluzione modulare e flessibile, che permette di aumentare o ridurre rapidamente la capacità disponibile senza dover costruire nuove infrastrutture a terra, ma che resta comunque dipendente da contratti operativi e dalla disponibilità di carburante, motivo per cui viene considerata misura di supporto temporaneo all’interno di una strategia energetica più ampia.
Spero di aver fatto chiarezza.
