20 ENNE ROMANO INDAGATO PER OMICIDIO STRADALE. AL VAGLIO LE POSIZIONI DEI 4 CHE ERANO CON LUI
Luciano Graziuso
Alle 15:45 di mercoledì, a Roma, è purtroppo avvenuto un terribile incidente stradale in cui ha perso la vita un bambino di 5 anni; apparentemente questa potrebbe sembrare una delle tante tragedie che sono successe e continuamente accadono, ma la cosa che desta scalpore e rabbia è che i 5 giovani responsabili della morte del bimbo stessero girando un video e sfrecciando a più di 100 km/h (su una strada il cui limite era 30!) per partecipare ad una sfida sui social con lo scopo di ottenere il maggior numero di visualizzazioni possibile da parte degli iscritti al loro canale.
Questi 5 ragazzi sono infatti degli “youtuber” e, a detta di vari testimoni oculari, già da giorni correvano come pazzi per quelle stesse vie filmando le loro “imprese” ; a farne le spese, oltre alla giovanissima vita spezzata, la madre e la sorellina di 3 anni, che ora versano in gravissime condizioni. C’è inoltre da dire che il ragazzo ventenne alla guida del bolide lanciato a folle velocità è risultato positivo ai cannabinoidi e proprio per questo motivo, oppure perché forse si è voltato verso gli amici che lo filmavano per saggiare la buona riuscita del video, non risultano nemmeno segni di frenata sull’asfalto (!).
Se non fosse vero tutto questo, ci sarebbe da non crederci. Come se non fosse del tutto allucinante di per sé quanto successo, suscita altra indignazione ascoltare alcune frasi estrapolate dai vari filmati effettuati dai cinque, nelle quali si prendono in giro gli automobilisti incrociati per strada, “colpevoli” di guidare piccole utilitarie o macchine di scarso valore, soprattutto se paragonate al loro suv costosissimo. Un altro commento inquietante è quello pronunciato da uno dei membri del gruppo in un video effettuato prima dell’incidente: “Secondo giorno in Lamborghini, per adesso tutto bene”, cosa che dimostra in maniera lampante sia che si rendevano conto del pericolo, sia che sconsideratamente se ne infischiavano delle possibili conseguenze.
CONCLUSIONI
Ovviamente i social non sono di per sé una rovina, dipende tutto dall’utilizzo che se ne fa. La maggior parte delle persone infatti, al netto di gente che ne usufruisce per troppo tempo, li utilizza in modo non dannoso se non addirittura costruttivo, quando per esempio se ne serve come tramite per restare in contatto con amici e parenti lontani, oppure semplicemente come raccolta di foto ricordo di viaggi ed altro da condividere con conoscenti e non. I disastri accadono quando vengono utilizzati per ideare e lanciare sfide senza alcun senso e pericolosissime, come appunto quest’ultima, anche perché poi – considerando l’enorme facilità con cui gira in rete qualunque cosa grazie alla tecnologia a disposizione oggigiorno – si crea immediatamente un forte rischio di emulazione. Fermo restando il fatto che naturalmente la responsabilità principale grava sulle spalle degli autori di queste “imprese”, non meno colpevoli sono quelli che seguono i loro “eroi” o che addirittura si iscrivono ai loro canali, perché se questi video avessero le visualizzazioni che meriterebbero, cioè zero, a tali soggetti passerebbe subito la voglia di farli.
