DOPO LA MALTA IL CEMENTO L’INGHILTERRA SI DIMOSTRA PIU’ DURA DEI PRECEDENTI AVVERSARI E CI RIPORTA SULLA TERRA

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DOPO LA MALTA IL CEMENTO L’INGHILTERRA SI DIMOSTRA PIU’ DURA DEI PRECEDENTI AVVERSARI E CI RIPORTA SULLA TERRA

Luciano Graziuso

Se qualcuno dopo la facile vittoria ottenuta contro Malta si era illuso che ci fossimo ripresi, purtroppo si sbagliava; a Wembley la Nazionale inglese ci sconfigge per 3 a 1 ma, al di là del risultato, ci fa capire che al momento non possiamo competere contro squadre di questo calibro e che c’è ancora moltissimo su cui lavorare.

LA CRONACA

L’Italia stavolta ha il merito, a differenza di quanto accaduto in molte altre occasioni contro squadre più quotate, di partire subito forte e di riuscire addirittura a portarsi in vantaggio già al 15’: al termine di una bellissima azione iniziata dalla propria difesa, gli azzurri segnano con Scamacca che, ben servito sulla destra da Di Lorenzo, da pochi passi batte il portiere Pickford. La nostra offensiva non si ferma ed al 23’ lo stesso Scamacca potrebbe siglare la sua doppietta personale, ma l’attaccante conclude di poco a lato. L’Inghilterra però, da grande squadra, riesce a pareggiare alla prima vera occasione creata: Bellingham, al termine di una stupenda azione corale, si presenta a tu per tu con Donnarumma e viene abbattuto da Di Lorenzo appena prima che possa calciare verso la porta; l’arbitro concede giustamente il rigore, che Kane trasforma al 31’. Sul finire della prima frazione entrambe le squadre si procurano un’altra chance a testa per segnare: al 44’ il nostro estremo difensore devia bene in angolo un tiro effettuato da Rashford, mentre in pieno recupero il portiere avversario respinge una conclusione ravvicinata di Udogie e sulla ribattuta di Di Lorenzo la difesa avversaria riesce a salvarsi in corner. Termina così 1 a 1 uno scoppiettante ed equilibratissimo primo tempo, nel quale forse è la nostra Nazionale ad aver fatto qualcosina in più.

Nella ripresa la musica cambia drasticamente: gli azzurri lasciano negli spogliatoi la spensieratezza mostrata nella prima metà di gara e l’Inghilterra ne approfitta per condurre fin da subito il gioco; i padroni di casa riescono a trovare il gol del 2 a 1 già al 57’: Bellingham compie una magia a centrocampo, saltando con un pallonetto un avversario, e serve Rashford che, complice la totale immobilità di tutti i nostri difensori, riesce indisturbato dalla fascia sinistra ad entrare in area di rigore e a trafiggere imparabilmente Donnarumma. L’Italia non reagisce e la nazionale inglese ha quindi vita facile a difendere il risultato, non disdegnando comunque di provare ad effettuare, appena possibile, qualche contropiede per chiudere definitivamente il discorso; così al 77’, i padroni di casa trovano la ripartenza giusta e segnano il 3 a 1, ma la grandissima parte del “merito” è nostra: Bastoni sbaglia nettamente l’anticipo su Kane a centrocampo permettendogli di involarsi verso la porta, Scalvini cerca di contrastarlo con pochissima convinzione facendosi superare facilmente e l’attaccante inglese può dunque scartare il regalo gentilmente offertogli e battere per la terza volta il nostro portiere. Da qui in poi si assiste ad un brutto spettacolo, con i nostri giocatori che escono completamente dalla partita e che si rendono protagonisti di numerosi errori tecnici anche banali (passaggi ravvicinati sbagliati, lanci del tutto imprecisi ecc); l’unico a non adeguarsi al grigiore generale è il neo entrato Kean, che sul finire del match riesce a concludere due volte verso la porta, ma senza fortuna. Grazie a questa meritatissima vittoria, l’Inghilterra riesce a qualificarsi ai prossimi Europei con due turni di anticipo, mentre per conoscere il destino della nostra Nazionale bisognerà aspettare novembre.

CONCLUSIONI

Al netto di un secondo cartellino giallo, che poteva anche starci, non sventolato nei confronti di Phillips sul  2 a 1, il risultato maturato è più che giusto; anzi, o controproducente pensare che sia stata questa la causa della nostra sconfitta. Tra le cose da salvare della partita, ci sono sicuramente il coraggio e l’aggressività dimostrati nel primo tempo e le ottime prestazioni di Scamacca (autore del gol del vantaggio azzurro) e di Udogie (all’esordio da titolare con la maglia dell’Italia). Vi sono però parecchi motivi per cui essere preoccupati, soprattutto in vista degli impegni del mese prossimo: in primis la totale sensazione di arrendevolezza messa in mostra dai nostri calciatori per tutto il secondo tempo in aggiunta ad un nettissimo calo atletico; gli altri campanelli d’allarme da non sottovalutare sono una pessima fase difensiva (sia di squadra che dei singoli) e lo scarsissimo filtro a centrocampo.

Adesso non ci resta che leccarci le ferite e rimboccarci le maniche in vista dei prossimi impegni (magari anche sperando che, trattandosi di partite decisive, ci siano meno “malati immaginari” e più impegno da parte di chi scenderà in campo): sarà di vitale importanza battere in casa la Macedonia del Nord per poter affrontare lo “spareggio” con l’Ucraina in campo neutro (Leverkusen) avendo due risultati su tre a disposizione; in caso contrario, saremmo obbligati a vincere contro i gialloblu, cosa sulla carta molto più difficile.

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One thought on “DOPO LA MALTA IL CEMENTO L’INGHILTERRA SI DIMOSTRA PIU’ DURA DEI PRECEDENTI AVVERSARI E CI RIPORTA SULLA TERRA

  1. Bell’articolo, davvero ben scritto, completo nell’analisi dell’evento sportivo, ricco di note interessanti. Denota la buona competenza in materia dell’autore, la sua solida conoscenza del mondo del calcio a tutti i livelli, anche nei vari risvolti che lo caratterizzano, obiettività, serietà, nessuna partigianeria o superficialità.

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