Manuel M Buccarella
Ci ha lasciato proprio ieri Pino D’Angiò, al secolo. L’ artista di Pompei aveva 71 anni e da tempo l’ottava contro il cancro, che aveva attaccato le sue corde vocali, costringendole a diversi interventi chirurgici. E questo per il suo intramontabile tabagismo.
D’Angió ha collezionato successi internazionali e con la grande soddisfazione di aver visto il suo brano più noto, ‘Ma quale idea‘, ridiventare un tormentone, negli ultimi mesi, dopo il remix dei Bnkr44 con i quali aveva anche duettato, a febbraio, sul palco di Sanremo.
S ciul loro account Instagram la band ha ricordato il cantautore pubblicando un video: “Vorremmo prenderci un momento per omaggiare, ricordare e soprattutto una leggenda, un’icona che ha fatto innamorare e ballare tutto il mondo e che ci ha insegnato il valore della vita dell’umiltà e della spensieratezza. Pino era così, ha riso in faccia al diavolo è sempre stato un guerriero e ci ha insegnato ad amare la vita. Grazie fai buon viaggio”.
Il suo più grande successo emerge dai bei ricordi di una tarda infanzia magicamente: “Ma Quale Idea” è infatti del 1980. Bellissimo pezzo disco funk italiano, con il rap che si alterna al cantato in falsetto dell’interprete originario di Pompei e con un fenomenale basso elettrico.
“Ma quale idea” ha raggiunto la popolarità in Italia e all’estero, in particolar modo in Spagna, dove il brano rimase al vertice della hit parade per quattordici settimane nel 1981. Il singolo vendette 2 milioni e mezzo di copie in Italia, e 12 milioni di copie nel mondo. Premiato nel 1980 come miglior paroliere italiano, D’Angiò si afferma in 22 paesi come protagonista assoluto delle classifiche e viene proclamato miglior cantante straniero in Spagna.
La carriera
d’Angiò È l’unico artista italiano presente nel “DVD World Tribute to the Funk”, edito dalla Sony Music nel 2003 quale enciclopedia universale della funky music mondiale.Nel 2001, unico italiano ad averlo ricevuto, si aggiudica negli USA il Rhythm & Soul Music Awards.Compone tra il 1980 ed il 2009 canzoni per vari artisti tra cui Mina (“Ma chi è quello lì”), e lavora per la RAI dove scrive e conduce per molti anni alcuni programmi radiofonici e televisivi tra i più seguiti. Di un certo rilievo è anche la sua partecipazione teatrale in commedie musicali e recital da lui stesso ideati e anche cinematografica con un ruolo nel primo film di Giuseppe Tornatore “Il camorrista”. Su invito di Oreste Lionello ha doppiato vari film di Woody Allen, tra cui “La rosa purpurea del Cairo”, “Broadway Danny Rose” e “Tutti dicono I Love You”.
Mogol, che ben lo conosce da anni, diceva di lui: “D’Angiò è un artista libero e indomito che si mantiene aereo, follia e genialità emergono da un solido fondo di consistenza umana per la gioia di chi ha il piacere di conoscerlo e capirlo.”
E allora ecco ”Ma Quale Idea”, storia canonica di attenzioni maschili non facilmente corrisposte e palcoscenico degno della fenomenale mimica dell’artista campano.
