Nel febbraio del 1917 il regime zarista russo fu rovesciato da una prima rivoluzione, che portò a capo del paese come primo ministro il socialista rivoluzionario Aleksandr Fëdorovič Kerenskij.
Il governo capeggiato da Kerensky era comunque considerato “democratico – borghese” e dunque non rappresentante con sufficiente intensità gli interessi dei lavoratori. Certamente non disponeva del sostegno del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) guidato da Lenin e Lev Trockij, che già a Pietrogrado, sempre in febbraio aveva costituito un importante Soviet.
Fu così che i bolscevichi decisero di intraprendere un’azione armata contro il debole governo provvisorio di Kerenskij per assumere tutto il potere a nome dei Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini.L’insurrezione, avviata nella notte tra il 6 e il 7 novembre dell’odierno calendario gregoriano (24 e 25 ottobre del calendario giuliano) 1917 a Pietrogrado, si concluse con successo; i bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio Impero zaristaa. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie e l’intervento delle potenze straniere provocò l’inizio di una cruenta guerra civile che si concluse con la vittoria bolscevica nel 1922.
La Rivoluzione d’ottobre diede inizio alla costruzione del primo stato socialista della storia.
