Cosa accadde il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del MSI di via Acca Larenzia (Tuscolano Roma)?
L’hanno chiamata “strage”, si tratta invece di un agguato orchestrato, con ogni probabilità, dai servizi segreti italiani con l’apporto di altri servizi internazionali.
Il raid fu rivendicato alcuni giorni dopo tramite una cassetta audio, fatta ritrovare accanto a una pompa di benzina, in cui la voce contraffatta di un giovane, rivendicava l’agguato a nome dei Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale, una nuova sigla di gruppo terrorista ignoto fino a quel giorno.
I 5 o 6 uomini che spararono sulla porta del MSI uccidendo un giovane del Fronte della Gioventù erano inverso assai probabilmente dei servizi segreti. Successivamente ci furono delle dimostrazioni, dove gli stessi uomini dei servizi continuarono a sparare. Furono uccisi altri due giovani del Fronte. Nelle veline della polizia e dei CC si dà la colpa al sedicente gruppo di sinistra di cui sopra (di esso si fa il nome, sconosciuto a tutti gli ambienti della sinistra e dell’estrema sinistra).
A 46 anni dal fatto, la verità non è stata mai detta e mai nessun esponente di ambienti di sinistra è stato indicato. Tutte le indagini ed i processi volti ad accertare responsabilità in capo a gruppi eversivi di sinistra come le Brigate Rosse ovvero in capo al gruppo, non eversivo, di Lotta Continua, terminarono infatti con un nulla di fatto.
Secondo lo storico Giorgio Galli sarebbe dunque legittimo il dubbio che l’agguato fosse stato “commissionato” da elementi esterni al terrorismo politico, per dare credito alla teoria degli opposti estremismi. A distanza di tanti anni ci si attende ancora che le istituzioni facciano chiarezza sui fatti di Acca Larenzia, individuando anche le persone che fecero parte del gruppo di fuoco.
Il 7 gennaio di ogni anno si susseguono manifestazioni in tutta Italia, cui partecipano diverse organizzazioni neofasciste ma anche articolazioni di Fratelli d’Italia, in memoria della “strage” e delle sue vittime.
