Dopo le manifestazioni oceaniche a Belgrado, promosse dagli studenti universitari che hanno occupato le principali facoltà universitarie, prima in segno di protesta per la tragedia della stazione ferroviaria di Novi Sad, dove una tettoia è crollata causando 12 vittime e diversi feriti, poi per contestare corruzione, nazionalismo e neoliberismo del governo serbo, tanto da indurre alle dimissioni il premier Miloš Vučević, sono continuati blocchi e proteste un po’ in tutto il paese.
Il movimento si è poi allargato agli studenti delle scuole superiori e ad alcune categorie di lavoratori ed intellettuali. Il più grande movimento di protesta dopo il 1968.
Ieri nella città di Zrenjanin, ottantamila abitanti, nella provincia autonoma della Vojvodina, di cui il capoluogo è proprio Novi Sad, si è tenuta un’altra grande e pacifica protesta studentesca con lo slogan “Gli studenti hanno alzato la voce, l’autostrada è per noi” e un numero sempre maggiore di concittadini, con la loro presenza a questa e a ogni protesta, ha dimostrato di sostenere fermamente i ragazzi, che in questo modo chiedono che vengano soddisfatte le loro richieste e il loro desiderio di una vita in una Serbia più ordinata e giusta.
La colonna manifestanti si è diretta lungo la strada principale verso l’insediamento di Bagljaš, dove la rotonda vicino agli ultimi grattacieli di Zrenjanin (l’uscita verso Novi Sad) è rimasta bloccata per diverse ore.
Questa volta, oltre agli studenti, nelle prime file c’erano anche numerosi studenti delle scuole superiori e, soprattutto, diplomati del liceo di Zrenjanin, oltre a professori, insegnanti, artisti, attori, atleti, sacerdoti e imprenditori, mano nella mano con i genitori dei bambini. Al raduno si sono uniti anche gli agricoltori con una trentina di trattori che, insieme ad alcuni motociclisti, si sono mossi sia davanti che dietro il corteo per proteggere tutti i partecipanti al raduno.
“Qui ci sono professori, avvocati, agricoltori, ingegneri, dottori, artisti, pensionati, e siamo tutti uniti in questa nobile causa e in questa nobile lotta.” “Le proteste si sono estese a più di 200 luoghi in tutta la Serbia, evidenziando uno dei punti di forza di questa unità”, ha affermato Nadežda Lazić, professoressa di filosofia presso la scuola superiore di Zrenjanin.
Tra gli altri relatori dell’evento c’erano l’avvocato Tatjana Mihajlov, l’attore Miljan Vuković, Jelena Đorđević Perc della Biblioteca cittadina e Saša Tomas dell’associazione “Banatska crnica” di Vojvoda Stepa, che ha parlato a nome degli agricoltori.
fonte : Novi Dani
