Manuel M Buccarella
Il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, arrestato per corruzione e sospeso dalle funzioni, ha vinto le primarie del Partito popolare repubblicano turco, socialdemocratico e kemalista, con ben 15 milioni di preferenze. È stato scelto dal suo partito, nonostante lo stato di detenzione voluto dal governo autoritario di Erdogan, come avversario del presidente in carica per le prossime elezioni del 2028. Imamoglu era l’unico candidato in lizza. Accusato di “corruzione”, l’esponente del Chp e rivale politico numero uno del leader turco Recep Tayyip Erdogan è detenuto da qualche giorno e respinge ogni addebito.
In Turchia la Costituzione prevede che i candidati alla presidenza debbano essere laureati. Emamoglu è laureato in economia aziendale all’università di Istanbul ma ha iniziato gli studi nel Cipro del Nord (turco), per poi terminare ad Istanbul. Con un “giochetto” le autorità, per impedire la candidatura alla presidenza di Imamoglu, ritengono priva di valore legale la sua laurea per via degli inizi a Cipro del Nord. In questi giorni il quotidiano italiano Manifesto ha lanciato una petizione affinché gli atenei italiani conferiscano una laurea al candidato.
1.500 i fermati durante le manifestazioni di protesta
Intanto le persone fermate in questi giorni in Turchia sono più di 1.500, nell’ambito delle proteste iniziate il 19 marzo contro l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, rivale politico numero uno del leader turco Recep Tayyip Erdogan.
Su X il ministro turco degli Interni, Ali Yerlikaya, scrive di “1.133 sospetti fermati per attività illegali tra il 19 e il 23 marzo”. Tra loro, afferma, ci sono persone “affiliate con 12 differenti organizzazioni terroristiche”.
La notte appena trascorsa è stata la sesta di proteste in Turchia. Alle proteste hanno preso parte decine di migliaia di persone.
Il Tkp, il Partito comunista di Turchia, su X ha reso noto che ieri è stato prelevato dalla sua abitazione il dirigente della forza politica a Istanbul, Ahmet Dincel, dopo aver partecipato alla mobilitazione per l’arresto di Imamoglu. Stessa sorte per altri quattro esponenti del partito che hanno manifestato a Sarachane “per difendere il diritto della popolazione a partecipare alla vita politica”. Il Tkp parla di misure “illegali” e chiede il “rilascio immediato” per tutti.
Il sindacato turco dei giornalisti ha denunciato via X il fermo di nove reporter, anche un fotoreporter dell’agenzia Afp, che hanno seguito le proteste della notte in varie città del Paese. Secondo l’ong Mlsa, sono invece dieci i giornalisti fermati.

