“Le sanzioni occidentali derivate dal conflitto russo-ucraino hanno favorito uno sviluppo dell’internazionalizzazione dello yuan e una riduzione dell’espansione del dollaro. La valuta cinese per diventare a tutti gli effetti una delle valute di riserva dominanti avrebbe bisogno di essere completamente convertibile con altre valute globali. Il sistema finanziario proposto dai BRICS non viene solo riformato, ma viene ricostruito dalle fondamenta, senza che le impronte digitali di Washington siano visibili da nessuna parte.La Banca dei Pagamenti Internazionali (BIS) lo ha detto senza ambiguità: “La Cina sta definendo le regole del gioco nell’era della moneta digitale”. (Luciano Vasapollo, La guerra commerciale tra USA e Cina è ormai realtà. Il sistema Bretton Wood 2.0 e il nuovo ordine geopolitico economico, in Faro di Roma, 12 aprile 2025).
Il professore Vasapollo nel richiamato articolo ricorda come la Cina abbia già sviluppato alcune infrastrutture per supportare, nelle transazioni per l’acquisto di petrolio, il petroyuan, come il Cross-Border Interbank Payment System e la Shanghai Petroleum and Natural Gas Exchange, e ha promosso progetti come mBridge, che utilizza valute digitali delle banche centrali per facilitare i pagamenti internazionali, che potrebbero offrire soluzioni innovative per superare le limitazioni attuali del sistema basato sul dollaro. In pratica alcuni paesi iniziano a pagare il petrolio non più in dollari (petrodollari) ma con la valuta cinese.
“Da quando l’Occidente ha imposto delle sanzioni alla Russia in seguito alla guerra con l’Ucraina, gli ha imposto di non commerciare in dollari USA, euro e altre valute poiché le banche russe sono state bloccate dal sistema di pagamento internazionale SWIFT e anche le loro riserve di valuta estera della banca centrale. Ciò ha costretto la Russia a spostare le sue riserve in valute non controllate dall’Occidente, tra cui il renminbi cinese (RMB). Gli accordi energetici tra Russia e Cina hanno contribuito ad un aumento esponenziale delle transazioni internazionali in yuan: «il numero di transazioni bilaterali che utilizzano la valuta cinese è cresciuto di un terzo a luglio, passando dal 40% dello stesso mese del 2021 al 53%. Nel 2010, l’80% del commercio cinese in uscita era effettuato in dollari, ma tale cifra si è dimezzata da quando sono entrate in vigore le sanzioni occidentali sulla Russia. Nello stesso periodo, il commercio in uscita in yuan è cresciuto da quasi zero a più della metà di tutte le transazioni» (PAOLINI F. (2024), Dedollarizzazione. Ecco come l’Occidente rafforza lo yuan cinese, Quoted Business).
Il declino del dollaro fa parte di una strategia geopolitica di transizione, scrive ancora Vasapollo, accelerata dall’amministrazione Trump. Mentre il sistema SWIFT comporta ancora ritardi di 3-5 giorni nei pagamenti internazionali, il ponte digitale cinese ha ridotto questo tempo a 7 secondi. Nel primo test tra Hong Kong e Abu Dhabi, un’azienda ha trasferito fondi a un fornitore del Medio Oriente senza passare attraverso sei banche intermediarie. Risultato: ricezione in tempo reale e il 98% in meno di commissioni.
Il 17 marzo 2025 – rammenta l’economista – la Cina ha messo in atto una mossa silenziosa che sta cambiando il sistema finanziario globale: ha attivato la sua rete di pagamenti transfrontalieri con lo yuan digitale con 10 paesi dell’ASEAN, insieme a 6 paesi del Medio Oriente, rappresentano il 38% del commercio mondiale. E d’ora in poi, le loro transazioni internazionali non passeranno più attraverso il sistema SWIFT dominato dal dollaro statunitense, ma entreranno a pieno titolo nel “momento del digitale yuan”.
(Luciano Vasapollo è docente di Economia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma)
