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Il quotidiano Domani affronta il tema, scabroso, della cooperazione tra Italia ed Israele in ambito militare, con grandi affari annessi e connessi. Come noto, il memorandum militare Italia/Israele, scaduto l’8 giugno, è automaticamente rinnovato (il governo dice che la proroga scade il 13 giugno ndr). Recentemente il nostro Paese ha acquistato da Israele sistemi di sicurezza militare per un miliardo di euro, in pieno genocidio di inermi cittadini gazawi.
Intanto c’è un’azienda che, mentre a Gaza si contano i cadaveri sotto le macerie e le Nazioni Unite denunciano crimini di guerra, può ringraziare l’Italia, scrive su Domani Giulio Cavalli. Questa azienda , israeliana, è la Elbit Systems, uno dei principali fornitori delle Forze di difesa israeliane.
In Italia Elbit Systems fa affari soprattutto attraverso il progetto del Rotary Wing Mission Training Center (Rwmtc), un avanzato centro per l’addestramento dei piloti di elicotteri militari, destinato a sorgere principalmente nella base di Luni, in Liguria. Un’operazione strategica, secondo i promotori.
Un esempio plastico della subalternità dell’Italia al complesso militare-industriale israeliano, secondo altri osservatori del diritto internazionale.Il Documento programmatico pluriennale (DPP) della Difesa 2024-2026 ha preventivato un impegno finanziario a lungo termine per il segmento Marina militare del Rwmtc: 173,47 milioni di euro fino al 2038. La legge di Bilancio 2024 ha poi aggiunto 44 milioni di euro per l’integrazione dei simulatori esistenti (EH-101 e NH-90) con i nuovi sistemi forniti da Elbit. A completare il quadro, un atto aggiuntivo del 4 marzo 2024 ha aggiornato il contratto originario dell’8 settembre 2020 (già da 239,79 milioni di euro), con ulteriori 9 milioni per “requisiti di sicurezza multi-livello”.Il governo si giustifica con il richiamo alla modernizzazione delle sue forze armate. Poco importa che Elbit sia da anni nel mirino delle organizzazioni per i diritti umani, scrive ancora Cavalli.
