VICINO AL BANDO IL PARTITO COMUNISTA IN REPUBBLICA CECA. FINO A DIECI ANNI DI GALERA PER I CONTRAVVENTORI

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VICINO AL BANDO IL PARTITO COMUNISTA IN REPUBBLICA CECA. FINO A DIECI ANNI DI GALERA PER I CONTRAVVENTORI

Manuel M Buccarella

La morsa repressiva che mira a riscrivere la storia imposta dalla narrazione occidentale colpisce il Partito Comunista di Boemia e Moravia, che sarà molto probabilmente messo al bando, proprio come da anni lo è in Ucraina.

Il partito era in crescita alle regionali del 2024, alla guida di una coalizione di sinistra, che aveva conquistato più del 6% dei consensi complessivi nel Paese.

E così,dopo la inaccettabile votazione del Parlamento europeo, l’anno scorso, in cui si è voluto equiparare comunismo e nazifascismo (grazie anche ai voti favorevoli della finta sinistra italiana), puntando anche al bando dell’utilizzo dei simboli del comunismo sovietico, l’UE tramite il governo di Praga mette il bavaglio a una formazione politica andando contro i principi della “democrazia” di cui tanto si riempie la bocca. A maggio la Camera, a maggioranza di destra, ha approvato una riforma del Codice penale che prevede, con una previsione vaga, la messa al bando del Partito Comunista, con pene fino a 10 anni per i trasgressori. Manca solo la quasi scontata ratifica del Senato, retto dalla medesima maggioranza, per poi passare alla promulgazione del presidente della Repubblica.
In perfetta linea con il vento d’estrema destra che tira in Europa, il governo di Praga sta portando avanti una svolta antidemocratica gravissima in barba alle libertà politiche e alla libertà d’espressione, proponendo di mettere al bando l’opposizione politica comunista. Nel provvedimento si parla esplicitamente di carcere fino a dieci anni per chi milita in un partito legalmente costituito, in crescita, radicato nei territori e nei bisogni popolari.
In Repubblica Ceca, la messa al bando del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSČM) – che viene criminalizzato con la scusa di essere “antisistema” – è il massimo exemplum dell’autoritarismo che si cela dietro quelle che continuano ad essere chiamate democrazia liberali che – con un atto di criminalizzazione del dissenso – stanno facendo di tutto per escludere dalla vita politica un partito proprio alla vigilia delle elezioni. È la reazione isterica di un sistema in piena crisi di legittimità – si legge in una nota del partito – che teme chi ne denuncia la natura profondamente ingiusta, classista e guerrafondaia.
Chissà se i democratici d’Europa andranno a Praga a manifestare contro questa deriva autoritaria.
E’ il vero fascismo che avanza – si legge nella nota – travestito da liberalismo e che certifica la vittoria del ceto ricco ed agiato ( 1%) sui popoli.

Segue appello pubblico della dirigenza del partito.

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