Manuel M Buccarella
L’oscurità della notte venezuelana è stata “illuminata a giorno” dall’attacco aereo delle forze militari degli Stati Uniti, che hanno lanciato un attacco su vasta scala contro il Paese .
Erano circa le ore 02:00 locali (le 07:00 in Italia). I raid aerei hanno colpito la capitale Caracas ed altre località nevralgiche. Colpiti non solo siti militari, basi aeree (tra cui La Carlota), il complesso di Fuerte Tiuna, ma anche il parlamento e infrastrutture di comunicazione. Si registrano vittime civili, oltre a quelle militari. Il presidente Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e trasferiti fuori dal Paese.Ora sarebbero a New York, incriminati di cospirazione e narcotraffico.
Il vero obiettivo di Donald Trump, che da tempo minacciava di rovesciare il governo bolivariano con la scusa della lotta al narcotraffico, e denunciando il diretto coinvolgimento del presidente venezuelano e della sua famiglia nella gestione del traffico di stupefacenti, con taglia Usa sulla sua testa per 25 milioni di dollari, non è però la lotta al narcotraffico: il tycoon vuole riappropriarsi del controllo del petrolio venezuelano. Il Venezuela ha i più grandi giacimenti petroliferi al mondo; con la rivoluzione bolivariana e l’avvento di Chavez, il petrolio fu sottratto al controllo di grandi compagnie private statunitensi e nazionalizzato, diventando la principale risorsa economica per il Paese ed il suo popolo. Ora è arrivato il momento della vendetta. La Casa Bianca punta a piazzare alla testa del Paese l’incredibile – nel vero senso della parola – Premio Nobel per la Pace María Corina Machado, che già aveva promosso le privatizzazioni, in particolare del petrolio, e chiesto l’intervento militare di Donald Trump per fare sloggiare Maduro e dunque attuare il progetto.
È evidente che l’operazione voluta da Trump è una criminale violazione del diritto internazionale ed un attentato alla pace, per altro in perfetto stile imperialista Usa (chi ricorda l’Iraq?).
Allo stato, nonostante la cattura e la deportazione del presidente con la moglie, il governo venezuelano è ancora in sella, con la vicepresidente Delcy Rodriguez e gli altri esponenti governativi. Il Paese resisterà all’attacco, essendo in corso una totale mobilitazione delle forze armate e del popolo.

