Manuel M Buccarella
L’ONU ha confermato a Francesca Albanese per altri tre anni l’incarico di relatrice speciale per il Territorio Palestinese Occupato, in barba alle sanzioni comminatele dagli Stati Uniti d’America con ordine presidenziale esecutivo.
Albanese avrebbe ”collaborato direttamente con la Corte Penale Internazionale (CPI) per investigare, arrestare, detenere o perseguire penalmente cittadini degli Stati Uniti o di Israele, senza il consenso di questi due Paesi”, definendo ciò una ”grave violazione” della sovranità nazionale. Gli Stati Uniti e Israele non sono parte dello Statuto di Roma, il trattato internazionale che ha istituito la CPI.
Oltre agli Stati Uniti, Israele ha avviato una vera e propria macchina del fango, che attraverso inserzioni a pagamento su Google, lancia pagine diffamatorie.
Intanto sono ormai più di 120mila le firme raccolte su Change.org per lanciare la candidatura di Francesca Albanese per il Premio Nobel per la pace.
Desta sospetto , anzi conferma di connivenza con Stati Uniti ed Israele, il totale silenzio delle principali cariche dello Stato, presidente della Repubblica e presidente del Consiglio in primis, in merito alla grave attività sanzionatoria nei confronti di una cittadina italiana impegnata nelle istituzioni internazionali. Ma si sa, non tutti i cittadini sono uguali…
