E resta polvere d’odio,sotto le braci dei ritorni.
Il sangue segue la gravità,si accumula sotto la terra.
Cosa sia rimasto del senso,tra calce e singhiozzi,l’ho chiesto agli occhi di una bambina ancora curiosa.
Ci sono deserti e deserti,file di gambe, bersagli interrotti.
Ci sono navi all’orizzonte a cui si spezza il mare.
Ci sono ancora dei sogni che pesano troppo da trasportare.
Chissà cosa resta d’umano, due anni dopo la sua sospensione.
Una poesia devastante e sublime, come sempre, di Harte Mysia, alla quale non mi sento di aggiungere neanche una parola. Parleranno le sue parole e le immagini, tutte del 10 ottobre 2025 (Lavinia Marchetti)











