Silvana Sale
Nella notte tra il 28 e il 29 gennaio 2026, l’Aeroporto Internazionale Diori Hamani di Niamey, che comprende anche una base aerea militare, è stato teatro di un violento attacco da parte di mercenari armati, descritti dalla giunta militare come “guidati dall’esterno”.
Esplosioni e spari hanno scosso la capitale del Niger per circa un’ora, poco dopo mezzanotte, generando panico tra i residenti e allarme internazionale.
Secondo le fonti locali e i media africani, l’attacco era mirato alla destabilizzazione del sistema militare al potere e al controllo della principale infrastruttura militare e civile della città.
Il generale Abdourahamane Tiani, presidente della Repubblica del Niger e capo della giunta militare, ha dichiarato che l’attacco è stato respinto grazie alla pronta reazione e al coordinamento delle forze di difesa nigerine, insieme ai partner russi presenti sul posto, il cui ruolo è stato definito “professionale e determinante”nella difesa della base.
Secondo le fonti, decine di aggressori sono stati neutralizzati o arrestati, mentre alcune unità delle forze di difesa hanno subito ferite lievi, ma nessun danno grave alla struttura aeroportuale o alla base militare è stato registrato.
Durante un intervento trasmesso sulla radio e televisione pubblica nigerina, il generale Tiani ha pronunciato le seguenti parole, che riporto tradotte qui in italiano:
“Come sapete, la base aerea e l’aeroporto internazionale hanno subito un tentativo di infiltrazione da parte di mercenari guidati dall’esterno.
Questa occasione ci permette di ringraziare tutte le forze di difesa e di sicurezza, così come i nostri partner russi, per la pronta reazione.
Abbiamo potuto respingere l’attacco grazie al coordinamento efficace di tutte le unità impegnate.
Complimenti a tutte le forze di difesa e sicurezza che hanno coordinato la loro azione, così come ai partner russi che hanno difeso con professionalità il loro settore di sicurezza.
Ai cosiddetti sponsor dell’attacco, li abbiamo già sentiti abbaiare, ora è tempo che preparino le orecchie per ascoltarci ruggire.
Il Niger rimane determinato a difendere la propria sovranità e a garantire la sicurezza del Paese, contando sulla cooperazione dei partner affidabili.”
Secondo le fonti e le dichiarazioni della giunta, gli aggressori erano mercenari e miliziani armati, il cui gruppo specifico non è stato identificato.
Non è stato confermato alcun legame diretto con organizzazioni jihadiste, sebbene la regione del Sahel sia da anni teatro di attività di gruppi come JNIM e altre formazioni affiliate.
La giunta militare ha sottolineato che l’azione è stata guidata dall’esterno e che alcuni Paesi avrebbero fornito supporto politico, logistico e finanziario agli aggressori.
Tra i Paesi citati come presunti sponsor esterni, la giunta nigerina ha menzionato in particolare la Francia, il Benin e la Costa d’Avorio.
La Francia è indicata come principale sospetto sponsor, accusata di sostenere indirettamente mercenari o reti armate contrarie al regime della giunta.
Il Benin e la Costa d’Avorio sono stati inclusi nelle stesse accuse, come Paesi che avrebbero fornito coordinamento o supporto ai mercenari coinvolti nell’attacco.
La distinzione fatta dalla giunta è chiara, gli aggressori diretti sono i mercenari, mentre questi Stati avrebbero agito come sponsor esterni, responsabili di aver favorito o finanziato l’azione, senza partecipare direttamente ai combattimenti.
Il ruolo della Russia è stato invece chiaramente riconosciuto come fondamentale nella difesa dell’aeroporto.
Secondo Tiani e le fonti locali, le unità russe presenti hanno contribuito in maniera decisiva a coordinare la resistenza e a respingere l’attacco, garantendo che le forze nigerine potessero mantenere il controllo della base militare e civile.
Questo episodio si inserisce nel più ampio contesto di rafforzamento della cooperazione Niger–Russia, in parallelo alla riduzione dei legami con alcune potenze occidentali come la Francia, a seguito del colpo di Stato del 2023.
La giunta ha ribadito che il Niger continuerà a contare su partner russi affidabili per la sicurezza e l’addestramento delle proprie forze armate, nella lotta contro ogni minaccia esterna.
L’episodio riflette inoltre la crescente instabilità nella regione del Sahel, dove il Niger è spesso bersaglio di attacchi di gruppi armati e dove il controllo del territorio rimane strategicamente fondamentale sia per motivi militari sia per motivi di sovranità nazionale.
La pronta risposta delle forze di difesa nigerine, coadiuvate dalla cooperazione russa, ha evitato un possibile disastro e ha consolidato la narrativa della giunta, secondo cui il Niger è in grado di difendersi contro aggressioni esterne e interne, pur denunciando l’influenza ostile di potenze straniere percepite come sponsor dei mercenari.
In sintesi, l’attacco all’aeroporto di Niamey è stato un tentativo di destabilizzazione respinto grazie al coordinamento delle forze di difesa nigerine e all’intervento determinante dei partner russi, mentre la giunta militare ha accusato Francia, Benin e Costa d’Avorio di aver sostenuto l’operazione, confermando così la propria linea di indipendenza strategica e rafforzando i legami con la Russia come garante della sicurezza nazionale.
