In Puglia un gattino è stato gettato con una pedata in una fontana pubblica al solo fine di ricevere tanti followers sui social. Quel piccolo animaluccio, chiamato Grey, è annegato senza nessun valido motivo solo per soddisfare la stupida follia di una donna che è molto difficile chiamare tale.
Sempre in questi giorni Aron, un bel pitbull è stato bruciato vivo dal suo padrone in una piazza nel centro di Palermo. Il cane è morto nella clinica veterinaria che lo aveva accolto dopo l’allarme lanciato dalle persone. Aron si è spento dopo aver lottato con tutte le sue energie per quasi quattro giorni.
Il Comune di Palermo ha annunciato la costituzione di parte civile nel procedimento penale: “Grazie all’azione di attivisti e associazioni, oggi la sensibilità nei confronti degli animali è diversa rispetto al passato e voglio sottolineare l’impegno di chi si è prodigato per soccorrere e curare Aron, esempi da tenere a mente anche da parte delle istituzioni che devono proseguire lo sforzo a tutela degli animali”, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
L’art. 544 ter del Codice Penale punisce chi con maltrattamenti cagiona la morte di un animale con una pena compresa tra i 6 mesi ed i tre anni di reclusione. È qualcosa ma è sempre poco. Bisognerebbe entrare nella testa degli autori di maltrattamenti cosi gravi per capire…ma c’è ben poco da comprendere…

Non ci sono parole abbastanza in grado di esprimere il disgusto per questo tipo di “azioni”…Vergogna, orrore, crudeltà, male assoluto si avvicinano alla cruda realtà, ma nemmeno sfiorano, in realtà, il ribrezzo che suscitano tali atrocità.