Si è acceso in questi giorni un dibattito riguardo al possibile taglio dei rimborsi per le prestazioni socio-assistenziali destinate ai malati gravissimi. Ne ha parlato , in particolare, Il Fatto Quotidiano.
La proposta di legge 1241, intitolata “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie”, sostenuta dalla Lega con l’appoggio di Fratelli d’Italia, prevede una riduzione retroattiva delle prestazioni socio-assistenziali per questi pazienti. Questo potrebbe includere servizi essenziali come la nutrizione tramite sondino, la mobilizzazione di pazienti con gravi compromissioni neurologiche e l’igiene personale per persone allettate con piaghe da decubito.
Le opposizioni hanno espresso preoccupazione riguardo a questa proposta, sostenendo che potrebbe mettere a rischio l’accesso alle prestazioni per i malati gravissimi e favorire i fondi privati a discapito del servizio pubblico.
In risposta alle critiche, il senatore Zaffini di Fratelli d’Italia ha dichiarato – come riporta quotidianosanita.it – che le notizie riguardanti un presunto taglio dei fondi per le residenze sanitarie assistenziali (RSA) rappresentano una “fake news”, sottolineando che il governo non ha intenzione di ridurre i finanziamenti destinati all’assistenza degli anziani nelle RSA.
Al momento la proposta di legge è ancora in fase di discussione e non è stata approvata definitivamente. L’esame del testo in aula è stato recentemente posticipato in attesa del parere della Commissione Bilancio, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente le implicazioni della proposta. Inoltre, preoccupazioni simili sono emerse in passato a livello regionale. Ad esempio, la Regione Lombardia ha deliberato all’unanimità un taglio sulle misure B1 e B2 relative alla disabilità gravissima e grave, riducendo il sussidio mensile da 650 a 400 euro per circa 3.000 disabili gravissimi assistiti esclusivamente da caregiver familiari. La situazione è in continua evoluzione e suscita dibattiti sia a livello politico che sociale.
