Silvana Sale
Le Guardie Rivoluzionarie hanno trasmesso segnali radio chiari e inequivocabili a tutte le imbarcazioni nel Golfo Persico, avvertendo che nessuna nave può attraversare il corridoio marittimo senza autorizzazione iraniana e che ogni violazione sarà considerata un atto ostile. Questa chiusura colpisce direttamente il cuore del commercio energetico mondiale, dato che attraverso lo Stretto passa circa il 20% del petrolio globale e grandi quantità di gas naturale liquefatto destinati a Europa, Asia e Stati Uniti.
Le compagnie marittime internazionali hanno immediatamente sospeso le spedizioni, mentre le assicurazioni considerano la navigazione in quell’area estremamente rischiosa, imponendo blocchi di fatto a tutte le petroliere e navi mercantili. I porti vicini, come Fujairah negli Emirati Arabi Uniti, stanno già registrando una congestione senza precedenti, con navi ferme in attesa di istruzioni, e le operazioni di carico e scarico sono rallentate o sospese.
Gli operatori energetici internazionali si preparano a un aumento dei prezzi del petrolio e del gas, consapevoli che la chiusura dello Stretto interrompe catene di approvvigionamento strategiche e aumenta i rischi geopolitici per tutti i mercati. Dal punto di vista iraniano, questa decisione è una risposta legittima e necessaria all’aggressione subita, Stati Uniti e Israele hanno violato la sovranità nazionale dell’Iran con attacchi diretti alle basi militari e agli obiettivi strategici, mettendo a rischio la vita dei cittadini e la stabilità regionale. Lo Stato persiano mostra così di esercitare il proprio diritto alla difesa, proteggendo il territorio e le infrastrutture critiche e imponendo un chiaro messaggio a chiunque pensi di poter intimidire o violare la sua integrità.Questa misura rende evidente a tutti i paesi della regione, agli operatori commerciali e alle potenze internazionali che l’Iran non tollererà ulteriori aggressioni, e che qualsiasi azione ostile avrà conseguenze immediate e tangibili.
L’intero corridoio marittimo ora è sotto il controllo operativo delle forze iraniane, con la capacità di intercettare o fermare qualsiasi imbarcazione sospetta, e la chiusura dello Stretto è percepita non solo come legittima difesa, ma come necessaria garanzia di sicurezza nazionale e deterrente strategico di lungo termine.
